Chimica e farmaceutica, il profilo di rischio a 2,4% è inferiore alla media italiana

chimica e farmaceutica
Pubblicato il: 30 Luglio 2018|

Il settore della chimica e della farmacetica ha un profilo di rischio inferiore alla media italiana: 2,4%. A dirlo è l’agenzia di rating Crif in un recente rapporto “Economic and Credit Outlook 2018-19”. Il documento ha analizzato il rischio delle imprese non finanziarie italiane e ha constatato che è, in generale, migliorato. Conferma, quindi, la tendenza dell’ultimo triennio.

I dati

A dicembre 2017, il tasso di default, ossia l’evidenza di ritardi di più di 90 giorni nei pagamenti su linee di credito detenute presso il sistema finanziario o di altri eventi pubblici di default si è attestato al 3,9%. In lieve riduzione rispetto al 4,0% di giugno 2017. Il calo è più evidente se raffrontato al 4,7% di dicembre 2016, dato a sua volta già in netto progresso rispetto al 5,8% di fine 2015. Crif, analizzando sia i ritardi sui pagamenti e sui rimborsi bancari sia le procedure di insolvenza e pregiudizievoli delle imprese non finanziarie italiane ha creato 13 raggruppamenti settoriali. Agricoltura, alimentare, bevande e tabacco, chimica e farmaceutica, commercio, costruzioni e infrastrutture, impiantistica, immobiliare, Ict, media e Tlc, manifattura, mining, oil & gas, servizi, trasporti e logistica, utilities ed energia).

Crif ritiene che nei prossimi 24 mesi il tasso di default si assesterà ad un livello compreso tra il 3 e il 3,5%. Dopo il 3,9% dell’ultimo trimestre ’17, Crif anticipa quindi un’ulteriore riduzione della rischiosità finanziaria delle imprese italiane. “Le aspettative di una moderata ma continua crescita economica e il permanere di un contesto di tassi di interesse al minimo storico, sono i principali elementi a supporto dell’ulteriore riduzione del tasso di default nei prossimi semestri”. A dirlo è Roberta Mantovani, Rating specialist del dipartimento Corporate di Crif. “D’altro canto i principali fattori di rischio rimangono legati al quadro geopolitico internazionale. Senza contare l’andamento dei prezzi delle materie prime e alle misure che verranno attuate in campo economico dal nuovo governo italiano”.

Il farmaceutico

Il calo si è visto in misura più accentuata nei comparti dell’agricoltura, del mining – oil&gas, delle costruzioni e infrastrutture, dell’impiantistica e dell’immobiliare. Si conferma una minore rischiosità rispetto alla media per i settori tradizionalmente più resilienti. In particolare chimica e farmaceutica e utilities ed energia. Andamento positivo seppur in presenza di tassi di default in leggera risalita rispetto al 2016.
I settori che si distinguono per i tassi di default più bassi sono la chimica e farmaceutica (2,4%), Ict, media & Tlc (2,7%) e utilities ed energia (3,1%).
“Il calo dei tassi di default registrato nel 2017 segue il percorso di graduale e costante miglioramento del profilo di rischio iniziato a partire dal 2014. Soprattutto dopo un biennio caratterizzato da tassi elevati a causa della recessione economica e dell’incremento dei crediti bancari deteriorati” – spiega Davide Tommaso, associate del dipartimento Corporate di Crif.

“L’assestamento dei tassi di default al di sotto dei livelli pre-crisi va letto alla luce di un sistema produttivo più solido. Inoltre, un contribuito importante alla riduzione del profilo di rischio viene da quotazioni del petrolio che restano tutto sommato contenute e dal regime di tassi di interesse bassi che garantiranno, anche per il prossimo biennio, un costante flusso di liquidità a supporto delle esigenze finanziarie delle imprese”.
La progressiva riduzione del default registrata nel 2016 e nel 2017 è stata sostenuta – ricorda Crif Ratings- sia dal miglioramento del contesto economico e finanziario che dalle accomodanti politiche monetarie della Bce.

Aumento tassi di interesse nel 2019

Crif Ratings ritiene plausibile un graduale seppur contenuto incremento nei tassi di interesse a partire dalla seconda metà del 2019 come conseguenza della progressiva riduzione dell’azione condotta dalla Banca centrale europea.

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