Crescita, occupazione, innovazione: così il privato contribuisce allo sviluppo del Ssn

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Pubblicato il: 27 Novembre 2019|

Ospedali e strutture sanitarie private possono essere una risorsa per la crescita economica e del benessere sociale del Paese. A dirlo è il primo “Bilancio sociale aggregato delle strutture ospedaliere associate” realizzato da Bdo Italia per Aiop (Associazione italiana ospedalità privata). Alla realizzazione del documento  hanno aderito l’82% dei posti letto accreditati associati (in totale sono 500 le strutture sul territorio nazionale rappresentate da Aiop).

Cosa indica il bilancio sociale

Il bilancio sociale Aiop indica quanto non emerge, chiaramente, dalla semplice rendicontazione economica dell’attività aziendale, evidenziando quattro grandi aree nelle quali le strutture sanitarie hanno raggiunto risultati importanti:

la definizione di una precisa e riconoscibile “identità associativa d’impresa”: con i suoi valori, la mission e la governance, nonché il contesto socio-sanitario italiano di riferimento;
la precisazione della “sostenibilità economica globale” delle strutture e del settore, che rende evidente l’effetto economico che le attività svolte producono nei confronti degli stakeholder e sul territorio;
il racconto della “sostenibilità sociale” dell’attività, che descrive le interazioni che le strutture associate hanno, quotidianamente, con gli utenti, gli altri soggetti istituzionali e la collettività;
la grande attenzione alla “sostenibilità ambientale”, che analizza l’impatto che le attività delle strutture generano sull’ambiente, evidenziando il loro impegno per la tutela e la salvaguardia del territorio.

Ma quali sono le caratteristiche che accomunano le imprese sanitarie di diritto privato del Servizio sanitario nazionale? Secondo il rapporto sarebbero principalmente tre: sostenibilità sociale, sostenibilità economico-finanziaria e sensibilità ambientale.

Sostenibilità sociale

Sono 70mila gli addetti delle strutture associate Aiop, tra medici (12mila), infermieri e tecnici (26mila) e operatori socio-sanitari (32mila), in crescita del 7,6% negli ultimi cinque anni. Un aumento di risorse umane al quale corrisponde una maggiore qualificazione professionale, dovuta alla costante attenzione alla ricerca ed all’innovazione. Altri aspetti di rilievo sono la forte presenza della componente femminile (70% del personale) e la provenienza locale (il 76% risiede nella provincia in cui lavora). Elemento, quest’ultimo, che rileva la capacità delle strutture di diritto privato di creare occupazione in maniera capillare, generando valore per il contesto nel quale operano.

Sostenibilità economico-finanziaria

L’attività sanitaria delle strutture Aiop rappresenta un motore per l’economia locale – e, quindi, per la crescita del Paese. Non soltanto per le ricadute occupazionali dirette, ma, altresì, perché attiva un indotto ampio e variegato. Il 56% del valore della produzione (4,4 miliardi di euro) viene distribuito tra circa 67mila fornitori di beni e servizi (indotto diretto). Si tratta per lo più piccole e medie imprese locali. Il 45% delle quali ha sede nella stessa regione della struttura. Considerando, anche, l’indotto indiretto (attività alberghiera connessa al turismo sanitario, trasporti, ecc.), è stato stimato un effetto moltiplicatore di 1,57. Vale a dire che mille euro stanziati per la sanità si traducono in 1.570 euro immessi nel sistema. Tutto ciò genera un indotto economico complessivo di 6,83 miliardi di euro.

Sostenibilità ambientale

Il Bilancio sociale evidenzia un crescente impegno dell’ospedalità di diritto privato a ridurre l’impatto ambientale. Il 61% delle strutture ha intrapreso iniziative di sostenibilità energetica, il 48% ha messo in atto azioni per migliorare la gestione dei rifiuti. Mentre il 27% degli ospedali di diritto privato ha ridotto le emissioni di CO2. Un terzo delle strutture è, inoltre, impegnato nella tutela delle aree verdi. Ampiamente diffusa è l’adozione di sistemi di gestione per il controllo della qualità, della sicurezza e dell’ambiente: oltre il 60% delle aziende è certificato ISO 9001, il 70% è in possesso del modello organizzativo 231, oltre l’80% ha un sistema di Risk management e formazione sull’anticorruzione.

“Il Bilancio sociale è una sfida per comunicare sempre di più e sempre meglio chi siamo, cosa facciamo e come lo realizziamo, consapevoli della nostra storia, responsabilmente consapevoli di essere imprenditori in un Servizio sanitario complesso e in continuo mutamento, consci di lavorare per un Paese con il quale desideriamo coltivare un rapporto che ci consenta di essere valutati come attori attenti e sensibili alle esigenze del contesto nel quale operiamo”, afferma Barbara Cittadini, presidente nazionale Aiop.

“Il Bilancio sociale aggregato è uno straordinario strumento per comprendere lo stato di salute della componente di diritto privato del nostro sistema sanitario – ha aggiunto Carlo Luison, Sustainable Innovation Leader BDO Italia SpA – complementare e necessaria a dare massima risposta al bisogno di salute nazionale. Il lavoro conferma il contributo che l’ospedalità di diritto privato apporta al SSN, al quale garantisce il 28,4% delle giornate di degenza e il 26,5% delle prestazioni, a fronte di un’incidenza sulla spesa ospedaliera pubblica complessiva soltanto del 13,5%”.

Tag: innovazione / ospedali / ricerca /

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