Guerra in Ucraina, rincari e spettro razionamento come possibili effetti sulla catena farmaco

Pubblicato il: 24 Marzo 2022|

“Con l’esplosione del conflitto in Ucraina il primo tema è l’aumento dei costi per la nostra industria, che si ripercuoterà sul prezzo finale dei nostri prodotti”. A dirlo Michele Gavino, amministratore delegato di Fis-Fabbrica italiana sintetici, che dal 1957 produce principi attivi per le aziende farmaceutiche del mondo. “Ma c’è anche un altro punto – continua il manager in un’intervista all’Adnkronos Salute – quando ho senti il presidente del Consiglio dire che si potrebbe arrivare a ragionare in un’ottica di razionamento allora ti devi preparare all’eventualità che non tutto potrà essere fornito con le stesse priorità. Perché razionamento significa scelta: Prima i farmaci salvavita, poi tutti gli altri”.

Aumento dei costi e del prezzo

Gavino parla dagli Usa, da New York, dove è in corso la Dcat Week promossa dalla Drug, Chemical & Associated Technologies Association-Dcat, uno dei principali eventi internazionali annuali dedicati agli attori della produzione biofarmaceutica. Un’occasione anche per per spiegare alle industrie che operano dall’altra parte dell’Oceano la situazione attuale. Un aumento dei costi che inevitabilmente alza il prezzo al cliente e non per fare speculazione, come precisa l’Ad.

Il problema dei trasporti

Le criticità dovute all’attacco della Russia all’Ucraina non fanno che sommarsi a quelle che l’azienda stava già affrontando dal primo semestre 2021, generate in larga parte dalla pandemia di Covid-19 e relative soprattutto alla catena di approvvigionamento, riguardo in particolare alla Cina, ma anche all’India. Ora le principali difficoltà che si aggiungono riguardano naturalmente i trasporti, perché su essi pesa molto il costo dei carburanti che sta esplodendo in Europa – ma forse ancora di più in Italia – e che il Governo è riuscito a calmierare in minima parte.

Il tema energia

“C’è poi il tema dell’energia, per noi primario – evidenzia il manager – perché i nostri processi sono per definizione ‘energivori’: facciamo un uso abbastanza pesante sia dell’energia elettrica sia del gas, quindi i costi energetici sono diventati un altro tema che stiamo gestendo con i clienti, informandoli del fatto che nei prossimi mesi il costo dell’energia potrà avere un riflesso anche sul costo del prodotto che forniamo loro”.

Lo spettro del razionamento

Ma a oscurare l’orizzonte c’è pure lo spettro, ci si augura lontano, del razionamento al quale ha fatto esplicito riferimento nelle scorse settimane il premier Mario Draghi. Se si entrasse in quella logica si dovranno dare priorità, dedicandosi alle produzioni più importanti e tralasciando quelle che lo sono meno. “In altre parole, dando priorità ai principi attivi salvavita piuttosto che ad altri che non lo sono” sottolinea Gavino. Dunque, in prospettiva, “ci potrà essere anche una ripercussione sul tipo di principi attivi che si potranno garantire ai clienti”. Al momento però, rassicura Gavino, il gas non sta mancando e la Russia lo sta costantemente inviando nei quantitativi previsti dai contratti”.

Le materie prima

L’azienda vicentina punta comunque gli occhi sulla geografia del campo di battaglia per via delle materie prime. Alcune arrivano proprio da lì come racconta Gavino. “Ad esempio facciamo un uso abbastanza intensivo del palladio – spiega – un prodotto che in larga parte viene dall’Ucraina e dalla Russia, anche se per ora ne abbiamo una buona riserva che ci dovrebbe coprire per tutto l’anno. Siamo invece un po’ più attenti all’ammoniaca, un’altra materia prima che arriva soprattutto da questi Paesi. Alternative per approvvigionarsi ce ne sono anche a livello europeo, però a prezzi differenti. Al ‘caro trasporti’ e al ‘caro energia’, insomma, rischia di sommarsi un ‘caro materie prime’”.

Possibili soluzioni

Per l’Ad è fondamentale poter condividere tutte queste problematiche con gli stakeholder, per individuare possibili soluzioni da mettere in atto. Se “a livello di azienda abbiamo costituito immediatamente un comitato di crisi che sta gestendo le varie criticità e ipotizzando diversi scenari alternativi, per essere pronti nel caso in cui servirà prendere qualche decisione radicale – conclude Gavino – tramite Confindustria, in particolare l’associazione degli industriali di Vicenza nella quale siamo inquadrati, stiamo assistendo ai tavoli che sono stati istituiti e che ci informano con frequenza quotidiana. Ci auguriamo infine che gli enti regolatori continuino ad agire nella consapevolezza di quanto queste variabili condizionino l’operatività e la redditività delle aziende che operano sul mercato”.

Tag: materie prime / principi attivi / rincari / Ucraina-Russia /

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