Il “senso” di Dompé per la scoperta e la crescita dei talenti

Dompé
Pubblicato il: 9 Settembre 2026|

Scouting internazionale, audit e programmi di formazione interna, rapporti con scuole, università e territori, borse di studio erogate da una Fondazione dedicata. C’è questo e molto di più nella “talent pipeline” allestita dal Gruppo Dompé per attirare, coltivare e ampliare le competenze di chi lavorerà o già collabora con l’azienda.

“Ogni successo nasce dal contributo collettivo di persone con background ed esperienze diverse. Celebriamo le differenze e crediamo che attrarre, guidare, valorizzare e premiare il talento in modo equo – indipendentemente da genere, orientamento sessuale, etnia, nazionalità o religione – sia fondamentale per prendere decisioni migliori e generare innovazione. Persone con capacità straordinarie e grande potenziale scelgono Dompé perché vogliono fare la differenza”.
Il claim definisce molto bene il “senso” della multinazionale farmaceutica italiana che si concretizza in un ecosistema basato anche sulla responsabilità sociale verso le nuove generazioni (che ne diventa un tratto distintivo).

Una strategia integrata: crescita interna e scouting esterno

La visione di Dompé sullo sviluppo delle competenze si fonda su un approccio bidirezionale e sinergico. Da un lato, l’azienda investe costantemente nell’aggiornamento professionale del proprio personale attraverso percorsi formativi dedicati all’evoluzione tecnologica e alla digitalizzazione dei processi biofarmaceutici. Dall’altro, la struttura HR attua uno scouting capillare per intercettare profili esterni ad alto potenziale. Questo equilibrio consente di coniugare la solidità del know-how interno con nuove energie e idee.

Spiega Margherita Treves, Head of HR Corporate & EU di Dompé: “Siamo un’azienda che predilige la crescita interna ma intende fare anche upscaling. La visione di Dompé sullo sviluppo delle competenze si fonda su un approccio bidirezionale e sinergico. Da un lato, l’azienda investe costantemente nell’aggiornamento professionale del proprio personale attraverso percorsi formativi dedicati all’evoluzione tecnologica e alla digitalizzazione dei processi biofarmaceutici. Dall’altro, la struttura HR attua uno scouting capillare per intercettare profili esterni ad alto potenziale. Questo equilibrio consente di coniugare la solidità del know-how interno con nuove energie e idee. Cerchiamo in tutti i modi di far sì che le persone possano occupare nuove posizioni, imparando dagli altri e con stage specifici. Una delle sfide più grandi riguarda la ricerca e sviluppo. Purtroppo, nelle aree di nostra competenza, in Italia se n’è fatta poca negli ultimi anni e quindi il know-how su alcune specifiche tematiche abbiamo bisogno di reperirlo fuori, per poi ovviamente trattenerlo. Abbiamo fatto una politica molto chiara e assunto un po’ ovunque in giro per l’Europa (circa il 20% del personale, n.d.r.) e molto anche negli Stati Uniti dove c’è una filiale importante. Abbiamo lavorato tantissimo e continuiamo a farlo con le università, finanziamo molti progetti di ricerca in cui le persone, post-doc e PhD stanno da noi e poi cerchiamo ovviamente di assumerli. Questo crea valore aggiunto in tutti i sensi”. Alcuni temi, in questo momento, sono dominanti. Su tutti, l’uso dell’intelligenza artificiale. “Abbiamo un grande progetto che stiamo finalizzando – prosegue Treves – che mira ad adattare il proprio mindset. Stiamo formando tutta l’azienda su cosa ci aspetta in futuro e come dobbiamo evolvere per affrontare il mondo dell’AI. Si parte dalla conoscenza di sé e in base a questa e alle proprie affinità culturali si impara a relazionarsi meglio. Ciascuno deve diventare manager dell’AI, conoscerla per gestirla. Questo è l’obiettivo: sai che esiste e non ti fai sopraffare”.

Il modello l’Aquila: un ponte tra accademia e industria

Dompé ha un forte e storico legame con L’Aquila e l’Abruzzo, strategici per la produzione e la ricerca del gruppo. Il progetto “Industria del Talento” costituisce un modello concreto di collaborazione tra università, centri di formazione e mondo industriale. Spiega Stefano Arena, Chief Industrial Officer di Dompé farmaceutici: “Il progetto nasce dalla convinzione che l’orientamento sia un investimento strategico, non solo per i giovani ma anche per la competitività del sistema industriale. Si rivolge agli studenti del quarto anno delle scuole superiori, un momento in cui, nell’arco dei mesi successivi, saranno chiamati a scegliere se proseguire gli studi o entrare nel mondo del lavoro.

Il nostro obiettivo è metterli nelle condizioni di compiere una scelta consapevole, offrendo loro una conoscenza diretta di un settore ad alto contenuto tecnologico e scientifico come quello farmaceutico”. A valle di ciò è anche il percorso di laurea magistrale in Ingegneria gestionale della Filiera farmaceutica concepito insieme all’Università de L’Aquila (Univaq).

Prosegue Stefano Arena: “La provincia dell’Aquila, seconda in Italia per export farmaceutico e l’Abruzzo, terzo polo farmaceutico nazionale, rappresentano un ecosistema di eccellenza che offre le condizioni ideali per sviluppare competenze allineate alle sfide dell’innovazione. Per sostenere questa crescita sono indispensabili profes¬sionalità con solide competenze tecnico-scientifiche e gestionali, capaci di operare lungo l’intera filiera del farmaco”.

Valorizzare il capitale umano

Il percorso accademico ha l’obiettivo di valorizzare il capitale umano, avvicinando i giovani a un settore che offre prospettive professionali di elevato profilo e contribuisce in modo determinante alla crescita economica del territorio e del Paese.

“La nostra ambizione – prosegue Arena – è che il corso diventi un modello di collaborazione tra mondo accademico, istituzioni e imprese, capace di attrarre talenti, trattenere competenze e rafforzare la leadership dell’Abruzzo come hub nazionale dell’innovazione nelle scienze della vita. Perché costruire le competenze di oggi significa creare le condizioni per le terapie, le tecnologie e la crescita industriale di domani, consolidando il ruolo del nostro Paese tra i protagonisti dell’innovazione farmaceutica a livello internazionale”.

Fondazone Dompé e l’investimento nei talenti stem

A sostegno di questa architettura interviene la Fondazione Dompé, focalizzata sul sostegno di¬retto ai giovani di talento impegnati in percorsi scientifici all’avanguardia, in Italia e negli Stati Uniti.

Grazie a borse di studio dedicate alle discipline Stem (Science, technology, engineering, mathematics), la Fondazione investe nel futuro della ricerca scientifica, offrendo a studenti e giovani ricercatori meritevoli l’opportunità di accedere a percorsi di alta formazione accademica e post-universitaria. In Italia, la Fondazione sostiene programmi di eccellenza promossi da diversi atenei, tra cui la MEDTEC School, il corso di laurea magistrale a ciclo unico offerto da Humanitas University in partnership con il Politecnico di Milano e la laurea magistrale in Bioingegneria all’Università degli Studi di Padova.

Negli Stati Uniti, invece, promuove due bandi: il primo, attivo dal 2021, è dedicato a studenti e ricercatori impegnati in percorsi di Master, PhD e post-doc nell’ambito delle neuroscienze e della neurobiologia; il secondo, lanciato nel 2025, è dedicato alla chimica.

Scommettere sui giovani

“Investire nei giovani significa investire nel futuro. E non solo nel futuro delle persone che sosteniamo attraverso le nostre borse di studio, ma in quello della società nel suo complesso” sostiene Alessandra Carnelli Dompé, responsabile delle Relazioni accademiche di Fondazione Dompé. “I giovani scienziati, medici e ricercatori che accompagniamo oggi saranno le innovatrici e gli innovatori di domani. Saranno le loro intuizioni, le loro scoperte e la loro capacità di trasformare la conoscenza in innovazione a contribuire all’avanzamento della ricerca scientifica e, in ultima analisi, al miglioramento della qualità di vita dei pazienti e, più in generale, delle persone. Mi piace ricordare, a questo proposito, una riflessione del nostro presidente, Sergio Dompé: se oggi sono i borsisti a ringraziare la Fondazione per aver creduto nel loro potenziale e aver offerto loro un sostegno concreto, un domani saremo noi a ringraziare loro. Perché saranno il loro impegno, le loro scoperte e la loro capacità di innovare a generare valore per l’intera collettività”.

Ma quali criteri guidano la selezione delle università e dei percorsi formativi sostenuti attraverso le borse di studio? “Cerchiamo programmi capaci di anticipare l’evoluzione della ricerca e del mondo del lavoro – conclude Alessandra Carnelli Dompé – e di formare professionisti in grado di affrontare sfide complesse con strumenti nuovi. Pur abbracciando diversi ambiti delle discipline Stem e tutti i livelli della formazione universitaria e post-universitaria, il focus delle nostre borse di studio è rappresentato dalle scienze della vita e dai percorsi di master, PhD e post-doc”.

Tag: Gruppo Dompé / politecnico di milano / università dell'aquila / Università di Padova /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
Esg

L’Esg non basta più: serve coraggio per determinare impatto

Per Mario Calderini, docente alla School of Management del Politecnico di Milano, la grammatica ambientale, sociale e di governance muove decine di migliaia di miliardi ma ha prodotto poche trasformazioni reali. Occorre perseguire un bisogno sociale per il quale mercato non vede profitto, lasciando che l’innovazione ricomponga il conflitto

RUBRICHE
FORMAZIONE