La digitalizzazione nella presa in carico del paziente con apnee notturne

Pubblicato il: 26 Luglio 2022|

Vivisol, con il supporto di poli universitari ospedalieri, costruisce un nuovo modello per la gestione dei pazienti al domicilio e da remoto. L’evoluzione continua della dinamica demografica, con sempre più anziani e malati cronici, sta spostando il fulcro dell’assistenza sanitaria dall’ospedale al territorio. In questo processo è fondamentale il ruolo degli Homecare Provider che sono in grado di garantire continuità terapeutica dall’ospedale al domicilio, rispondendo attraverso servizi innovativi al bisogno dei pazienti di avere una sanità sempre più accessibile, disponibile ed equa. Questo è possibile grazie a una capillare presenza sul territorio che assicura accessi domiciliari in tutt’Italia e a soluzioni innovative che favoriscono la gestione della terapia anche da remoto tramite strumenti di telemedicina. Come illustrato nel precedente articolo ”La telemedicina per migliorare la compliance del paziente con sindrome delle apnee ostruttive del sonno”, la telemedicina, infatti, rappresenta una soluzione ideale per pazienti affetti da apnee ostruttive del sonno (OSAS), perché permette di monitorare l’andamento della terapia, supportare il paziente stesso per una migliore aderenza terapeutica e il medico specialista di riferimento per ottimizzare la gestione.

La presa in carico multidisciplinare

Vivisol ha sviluppato un innovativo modello di presa in carico del paziente affetto da apnee ostruttive del sonno (Osas), fondato sulla stretta collaborazione tra specialista, paziente e Centro Clinico Remoto Vivisol. Il modello è flessibile e le diverse componenti possono essere modulate per rispondere alle esigenze delle diverse realtà territoriali.

L’innovazione è rappresentata dalle componenti digitali, piattaforme e applicazioni mobili, ma anche dalla presenza di strutture organizzative composte da personale specializzato. Il Centro Clinico Remoto Vivisol ne è un esempio. Composto da personale medico, garantisce il supporto al paziente ed al medico di riferimento, analizzando ed integrando i dati trasmessi dall’apparecchio di terapia con le informazioni ottenute dai contatti diretti con il paziente e dai questionari da lui compilati. Il Centro Clinico Remoto, inoltre, supporta attivamente lo specialista segnalando eventuali criticità nella terapia valutando tempestivamente possibili azioni terapeutiche da intraprendere e coordinando la comunicazione medico/paziente e le televisite di follow-up.

Gli strumenti digitali

Dall’altra parte, il paziente ha a disposizione app dedicate, che gli consentono di restare costantemente in contatto con Vivisol, dopo essere stato opportunamente formato presso il domicilio da personale specializzato. Questo nuovo modello, quindi, permette al medico di sgravarsi di alcuni aspetti critici della gestione del paziente Osas e di avere sempre disponibili dati aggiornati e integrati per una migliore governance clinica. Il paziente, a sua volta, viene attivamente coinvolto nella terapia per un patient engagement ottimale.
La gestione del paziente da remoto permette una significativa riduzione delle file d’attesa negli ospedali e una conseguente diminuzione dei costi diretti e indiretti legati alla patologia Osas per il Servizio sanitario nazionale. Una volta ottimizzato e standardizzato il modello, l’obiettivo è quello di arrivare ad applicarlo nella cura e nel trattamento di altre patologie, anche più complesse, per garantire a medici e pazienti i migliori outcome clinici.

Tag: Apnee notturne / osas / vivisol /

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