Linfomi: la Giornata mondiale accende la luce sulla ricerca e l’impegno della comunità scientifica

incyte
Pubblicato il: 19 Settembre 2022|

Alzare l’attenzione sui linfomi maligni (e non solo). Nonostante in molti casi le nuove terapie e gli incoraggianti risultati dei farmaci di nuova generazione ne consentano un buon controllo a lungo termine, c’è ancora un forte bisogno clinico insoddisfatto rappresentato da un 40% di pazienti che non risponde alle cure o va incontro a recidive. Questo è il caso del linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL): non un unico tumore ma un’intera famiglia di malattie che comprende ben 13 sottotipi.

I numeri dei linfomi

Dalla conoscenza approfondita e disseminata sui linfomi in genere, la comunità scientifica e il mondo dei pazienti si attende molto. Non è un caso che (dal 2004) ogni anno il 15 settembre ricorra la Giornata Mondiale della Consapevolezza sul Linfoma, nata da un’idea della rete mondiale Lymphoma Coalition che si occupa di diffondere i risultati delle ricerche e le informazioni a supporto per medici, persone e istituzioni. L’obiettivo è quello di stimolare prevenzione, diagnosi e accesso precoce a tutti i trattamenti approvati dalle autorità regolatorie internazionali, anche in considerazione del fatto che i linfomi sono tra le malattie del sangue più frequenti (oltre 40 diagnosi al giorno che corrispondono a circa 16 mila nuovi pazienti ogni anno solo in Italia, con un incremento dell’1,3%) e che possano essere curati molto bene. A oggi, se ne contano oltre 60 tipi diversi che, a seconda delle caratteristiche, si distinguono in due grandi categorie: linfoma di Hodgkin (LH), dovuto alla trasformazione dei linfociti B, e linfoma non Hodgkin (NHL), che si lega alla trasformazione di entrambe le tipologie di linfociti (B e T). A questi appartiene proprio il DLBCL che è anche il più comune e aggressivo, con un tasso di crescita annuale dell’1,6% in tutto il mondo, principalmente dovuto all’invecchiamento della popolazione: l’età media alla diagnosi di DLBCL è intorno ai 65 anni, con un’incidenza leggermente superiore negli uomini rispetto alle donne. In Italia si contano circa 28.800 pazienti e 4.400 nuove diagnosi l’anno.

Diagnosi precoce e immunoterapia cambiano il paradigma

“La prognosi dei linfomi – spiega il professor Umberto Vitolo, Responsabile studi clinici ematologici Istituto di Candiolo, Fondazione del Piemonte per l’oncologia IRCCS – è migliorata sensibilmente negli ultimi anni aumentando in maniera esponenziale la probabilità di guarigione. Questo miglioramento si basa su due aspetti: innanzitutto una diagnosi precoce e una raffinatezza diagnostica in grado di valutare tutti i dettagli della malattia, inoltre una grande espansione dell’immunoterapia che grazie a nuove molecole che vanno dagli anticorpi monoclonali sia semplici sia ingegnerizzati, agli anticorpi coniugati con altri farmaci ad  anticorpi B specifici, che attivano il sistema immunitario,  hanno sensibilmente migliorato le possibilità di guarigione di questi pazienti. Per questo è importante cercare di velocizzare l’accesso alle terapie snellendo, laddove possibile, i passaggi tra i vari enti decisionali attraverso anche strumenti quali l’accesso nominale del farmaco o la legge 648 che possono rendere l’accessibilità a questi farmaci più veloce e semplice”.

Migliorare l’accesso

Gli fa eco Davide Petruzzelli, presidente della nota associazione pazienti oncologici “La Lampada di Aladino onlus”: “La ricerca porta sempre più rapidamente innovazioni nei percorsi di cura per molti tumori del sangue, innovazioni con potenzialità in grado di incidere positivamente sulle prognosi, sulle possibilità di remissione/guarigione e sulla qualità di vita dei pazienti. I malati di linfoma hanno fiducia in ciò che di straordinario sta producendo la ricerca per loro, ma al tempo stesso chiedono di avere accesso ai nuovi trattamenti in tempi rapidi, così come l’emergenza Covid ci ha insegnato. Oggi l’armamentario terapeutico disponibile per combattere i linfomi può consentire prognosi sempre migliori, e proprio per questo i malati rivendicano la necessità di un nuovo modello di presa in carico che includa anche dimensioni sociali e psicologiche. Alla necessità di livellare le differenze territoriali, si aggiunge l’esigenza di rendere disponibili nuovi modelli e investimenti per compiere quel balzo in avanti tanto auspicato e che può fare la differenza nella vita delle persone con linfoma.

L’impegno di Incyte

A fianco di clinici e pazienti si schiera il settore del farmaco che, nella ricerca sui linfomi, ha investito molto e prodotto importanti risultati negli ultimi anni. Onofrio Mastandrea, General Manager di Incyte, ne riassume così la strategia: “Incyte da oltre vent’anni investe nella ricerca onco-ematologica per dare soluzioni innovative ai pazienti affetti da patologie con un bisogno a oggi ancora insoddisfatto. Per questo motivo, in occasione della Giornata mondiale sulla consapevolezza dei linfomi, con la campagna #LightOnLinfoma, vogliamo accendere i riflettori su questa patologia, schierandoci al fianco di pazienti e istituzioni, per rendere realmente accessibile l’innovazione farmacologica con modelli che la rendano sostenibile per il Ssn. Da diversi anni, Incyte si colloca tra i primi posti in Italia per numero di studi clinici avviati sul territorio nazionale (nella foto,  team di Incyte Biosciences Italy al fianco dell’associazione pazienti “La lampada di Aladino”) garantendo così un reale accesso precoce dei pazienti a nuovi trattamenti in aree terapeutiche con alto unmet need. L’impegno di Incyte nello sviluppo di soluzioni innovative per il trattamento del linfoma proseguirà anche nei prossimi anni, per garantire alternative terapeutiche di valore ai pazienti affetti da linfoma in diverse linee di trattamento”.

L’esempio di Regione Lombardia

Accanto all’impegno dell’azienda, anche quello di Regione Lombardia, come spiega il presidente della Commissione III Sanità e Politiche sociali, Emanuele Monti: Regione Lombardia è molto attenta al tema oncologico e del linfoma in particolare, in sinergia con l’associazione di pazienti, “La lampada di Aladino” e con il mondo della ricerca e con aziende come Incyte, molto attive in questo ambito. Regione Lombardia, nella Giornata della consapevolezza del linfoma, celebrata il 15 settembre, ha voluto illuminare le proprie sedi per simboleggiare l’attenzione concreta in questa data così importante (si veda foto, ndr). Ma Regione dimostra quotidianamente il suo impegno anche attraverso la messa a terra della recente riforma sanitaria lombarda e grazie al lavoro dei suoi centri di eccellenza sul territorio: continuiamo ad essere al fianco dei pazienti e della ricerca”.

Tag: awareness / incyte biosciences italy / La Lampada di Aladino / Linfomi /

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