Nasce il Biotech Center of Excellence di Chiesi. “Entro il 2024 porteremo tutta la produzione biotecnologica a Parma”

Pubblicato il: 21 Novembre 2022|

Un nuovo polo di eccellenza per lo sviluppo e la produzione di farmaci biologici sorgerà a Parma, entro il 2024. È il Biotech Center of Excellence che il Gruppo Chiesi sta costruendo nella sede storica, specializzato nello sviluppo e produzione di principi attivi come anticorpi monoclonali (prodotti con tecniche di Dna ricombinante a partire da un singolo tipo di cellula immunitaria), enzimi e altre proteine. Un impianto end-to-end che si occuperà di tutte le fasi di produzione dei farmaci, dalle cellule fino all’imballaggio per il mercato internazionale. Per il progetto sono stati investiti 85 milioni di euro e darà lavoro a circa 105 persone di diverso profilo. L’inizio dei lavori è stato celebrato con un evento, presso il polo produttivo di Chiesi – San Leonardo a Parma, al quale hanno partecipato il viceministro delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini, il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, l’assessore allo Sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, il sindaco di Parma, Michele Guerra, il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, e tutto il management del gruppo.  

Evitare la delocalizzazione

Nel salutare i presenti il presidente di Chiesi, Alberto Chiesi, ha ringraziato tutti coloro i quali hanno “lavorato a questo progetto innovativo di grande impatto” e ha ricordato che si tratta di “un investimento importante non scontato in questo momento storico” ma che darà all’azienda “una grande opportunità per rinforzare la resilienza e la capacità produttiva del nostro impianto”. “Stiamo sperimentando fenomeni che non conoscevamo come la scarsità dell’approvvigionamento delle catene globali e in questo momento storico poter garantire in casa la produzione è fondamentale. Dobbiamo evitare la delocalizzazione delle produzioni per aumentare la nostra resilienza e non disperdere posti di lavoro e competitività. Oggi con il Biotech Center of Excellence diamo un contributo concreto alla produzione tecnologica a livello italiano ed europeo. E lo facciamo da dove tutto è cominciato, ovvero da Parma”, ha continuato il cavalier Chiesi.  

Investire sulla competitività dell’Europa

Gli interventi istituzionali si sono concentrati sulla necessità di dare ulteriore slancio alla produzione farmaceutica italiana che, nel 2020, ha raggiunto il valore di 34 miliardi di euro, collocando il nostro Paese ai primi posti in Europa, insieme con Francia e Germania. Un primato che, secondo gli ospiti intervenuti, va difeso attraverso investimenti in ricerca e sviluppo e attraverso l’attrazione di talenti. “Il ruolo strategico dell’industria farmaceutica — ha ricordato Alberto Chiesi — è stato sottostimato in passato e questo ha comportato delocalizzazione e perdita di competitività a livello europeo. Il 48% di tutti i nuovi trattamenti a livello mondiale ha origine in Usa mentre soltanto il 20% in Europa. È l’opposto di quanto accadeva 25 anni fa. Il nostro gruppo continua a investire una parte importante (478,8 milioni di euro, pari al 19,8% del fatturato) del suo fatturato in ricerca e sviluppo e questo ci permette di essere al primo posto in Italia tra le aziende farmaceutiche per numero di brevetti e al terzo posto tra quelle manifatturiere che investono in R&S”.  

Dare nuove opzioni terapeutiche ai pazienti

Investire in innovazione significa dare ai pazienti la speranza di nuove opzioni terapeutiche. “Da parmigiano non posso che essere soddisfatto dell’investimento di Chiesi — ha detto il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani — in una Regione che riunisce circa cinquemila addetti nel settore farmaceutico e che conta investimenti per circa 520 milioni di euro. La famiglia Chiesi con grande lungimiranza continua ad investire sul territorio per sviluppare farmaci biotecnologici e portare la salute degli italiani e dei pazienti verso nuovi traguardi di benessere, dimostrando grande coraggio”. 

 

La visione strategica della salute

Ma non possono esserci investimenti senza una visione strategica che “metta la salute ad un livello essenziale per lo sviluppo economico e tecnologico del Paese e incentivi la filiera pubblico-privato”, ha ricordato Cattani. “Siamo la prima industria in Europa per valore di produzione e dobbiamo riuscire ad attrarre nuovi talenti. Dobbiamo superare vecchi ostacoli come il payback, la governance della spesa farmaceutica. Viviamo in un Paese che oggi rischia di andare al 6% dell’incidenza della spesa sanitaria sul Pil, siamo l’ottava economia ma fanalino di coda nel finanziare la salute e la spesa farmaceutica. Quei tetti oggi sono superati e dobbiamo vedere la salute come un investimento e non come un costo”.  

Produzione end-to-end

“La produzione end-to-end che avverrà nel Biotech Center of Excellence — ha ricordato Antonio Magnelli, responsabile della Divisione produzione globale — permetterà di occuparci di tutte le fasi di produzione con un’integrazione verticale: dalle cellule al prodotto finito e ci darà la possibilità di internalizzare un know how che prima avevamo all’estero. Vogliamo attrarre talenti e persone che ci permetteranno di essere leader in futuro. L’impianto è stato progettato in accordo con la nostra mission di sostenibilità, affinché l’apporto energetico sia limitato. Il carico energetico sarà aumentato soltanto dal 2% al 5% rispetto a quello attuale. Tutta l’energia che utilizziamo nello stabilimento di Parma è energia green ma lavoriamo anche sulla riduzione dei consumi”.  

La centralità del paziente

Francesca Usberti, responsabile del Pharmaceutical development in ricerca e sviluppo, ha spiegato che il nuovo centro permetterà a Chiesi di ampliare la sua pipeline di prodotti, non soltanto per l’asma e per altre patologie in ambito respiratorio ma anche per le malattie rare. “Investire nel settore dei farmaci biotecnologici significa puntare sulla medicina del futuro per rispondere ai nuovi bisogni terapeutici della popolazione, anche di una piccola parte di pazienti che soffre di malattie rare. La centralità del paziente è sia nella fase di ideazione del farmaco, quando disegniamo la molecola, sia nell’immissione a mercato”, ha aggiunto la Usberti. 

Opportunità per Parma

Il sindaco di Parma, Michele Guerra, si è complimentato con Chiesi che continua ad investire sul territorio e su salute, innovazione, ricerca e lavoro che “dovrebbero essere nell’agenda politica a ogni livello”.  

In Emilia Romagna un polo per attrarre talenti

L’Emilia Romagna vuole diventare un polo di attrazione per i talenti italiani ma anche esteri, tanto che sta lavorando a una legge che possa creare un ecosistema favorevole per le eccellenze in tutti i settori, come ha annunciato Vincenzo Colla, assessore allo Sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione della Regione Emilia Romagna. “Abbiamo bisogno di puntare sulla qualità — ha sottolineato Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna — per questo motivo guardiamo con orgoglio all’apertura di questo centro che va ad arricchire la nostra Regione di un altro luogo di eccellenza nel campo della farmaceutica. Investiremo delle risorse per attrarre i migliori talenti offrendo incentivi alle imprese e creando una serie di benefici che possano invogliare a lavorare nella nostra regione, ad esempio aumentando il numero di asili nido”.

Collaborazione pubblico-privato

Il governatore ha poi ricordato che Lombardia ed Emilia Romagna erano le uniche due regioni con saldo attivo di talenti prima della pandemia e ora non bisogna perdere questo primato. “Come istituzione intendiamo essere al fianco delle realtà imprenditoriali che investono in buona occupazione, innovazione e ricerca, mettendo loro a disposizione opportunità sempre maggiori. A partire da un sistema regionale che si arricchisce, con l’inaugurazione giovedì al Tecnopolo di Bologna, del supercomputer europeo Leonardo, il quarto per potenza di calcolo nel mondo, un’infrastruttura straordinaria, al servizio del Paese e dell’Europa, che vede anche nella farmaceutica e nelle biotecnologie alcuni dei settori dalle maggiori potenzialità”, ha concluso Bonaccini. 

Puntare sul made in Italy anche nella farmaceutica

Un messaggio ripreso anche dal viceministro Valentino Valentini: “Il successo del made in Italy è possibile grazie a realtà come Chiesi, al primo posto tra le aziende private per gli investimenti in ricerca e sviluppo in Italia: oltre il 20% del fatturato, circa mezzo miliardo di euro nel 2022 e al primo posto anche per numero di brevetti. Il Gruppo Chiesi punta ora sui farmaci biologici inclusi gli anticorpi monoclonali con un investimento da 85 milioni di euro in un polo di eccellenza internazionale a Parma confermando la propria cultura d’impresa incentrata sul paziente, sull’innovazione e sulla massima sostenibilità ambientale”.

Tag: Alberto Chiesi / antonio magnelli / chiesi / francesca usberti / marcello cattani / michele guerra / Stefano Bonaccini / valentino valentini / vincenzo colla /

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