Nasce Laboratori Italiani Riuniti, nuovo network nazionale della diagnostica ambulatoriale

Pubblicato il: 24 Febbraio 2020|

Un nuovo approccio al business nella diagnostica ambulatoriale. Messo a punto da un gruppo interamente italiano, muove i primi passi nelle regioni del centro-sud ed è ispirato al modello Hub e Spoke. Laboratori Italiani Riuniti (L.I.R.), questo il nome di un nuovo network italiano specializzato in analisi cliniche di laboratorio e diagnostica ambulatoriale, è stato costituito nel 2019 e nasce come risposta “nazionale” ai grandi player stranieri. La società intende acquisire o aggregare strutture sanitarie già operanti sul territorio italiano, riunendole, appunto, in un modello di rete. Il vantaggio più immediato per chi decide di entrare in “squadra” è la razionalizzazione dei costi, che deriva dalla centralizzazione e ingegnerizzazione dei test. I singoli laboratori fungono pertanto da front office e punto di raccolta dei campioni biologici, conservando il proprio nome abbinato a quello di Laboratori Italiani Riuniti.

Gli obiettivi

Passaggio conseguente e naturale è l’implementazione di nuove tecnologie e l’apertura a nuovi settori che dovranno garantire quelle prestazioni di alta qualità ai cittadini, difficilmente conseguibili senza robusti investimenti: basti pensare a tutte le applicazioni delle scienze “omiche”, alla telemedicina, al teleconsulto e agli infiniti usi dell’intelligenza artificiale, facilitate dalla digitalizzazione dei processi.

I numeri

Il progetto parte con un investimento previsto di 50 milioni di euro, quattro hub regionali individuati (Campania, Lazio, Lombardia, Sicilia) e una decina di ambulatori già collegati. “Siamo in grado da subito di produrre circa un milione di prestazioni annue – spiega Massimo Cherubini (nella foto), presidente del Consiglio di amministrazione di L.I.R. – con l’obiettivo di arrivare a 20 milioni nel giro di 24-36 mesi, una volta completati gli accordi su tutto il territorio nazionale”. Altro ambito esplorabile è quello delle gare pubbliche per l’outsourcing ospedaliero della diagnostica. “E mai come in questo caso le dimensioni contano”, aggiunge Cherubini.

Cuore a Sud

Il modello di business elaborato da Laboratori Italiani Riuniti prende le mosse dalla constatazione di un eccessivo frazionamento degli ambulatori, soprattutto nel Centro-Sud, dove si concentra ben oltre il 50% dell’offerta privata accreditata, articolata in piccole e medie strutture. “Se non adeguatamente potenziate e raccordate – prosegue Cherubini – sono destinate a perdere competitività, sotto i colpi dei grandi gruppi stranieri che già da anni hanno intrapreso la strada delle concentrazioni. La domanda di salute resta e anzi crescerà: chi potrà investire in nuove tecnologie e nuove competenze?”. Va da sé, dice esplicitamente Cherubini, che anche l’accesso al credito, finalizzato agli investimenti tecnologici come alla normale operatività, risulta facilitato per un operatore unico di maggiori dimensioni.

Partner del Ssn

Un modello di business all’interno del quale la leva finanziaria, seppur importante, è solo uno degli elementi che suggeriscono l’aggregazione. Per L.I.R. continuano infatti a prevalere gli aspetti legati all’ottimizzazione dei processi e alla valorizzazione del personale qualificato. Un esempio su tutti: esulano, dal modello di Hub e Spoke immaginato dal Gruppo, le riduzioni di personale che sovente accompagnano acquisizioni e accorpamenti. “Da lombardo, posso testimoniare che una complementarità virtuosa fra operatori pubblici e operatori accreditati, entrambi partner all’interno dell’unico Ssn, non può che generare un servizio di qualità per il cittadino e conseguentemente più efficienza per il sistema nel suo complesso”, conclude Cherubini.

Tag:

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
Chirurgia robotica

Più applicazioni e mercato, ma i robot chirurgici sono ancora un lusso

Nonostante cresca il numero degli interventi eseguiti Italia, secondo gli esperti c’è un problema di “robot divide”, legato soprattutto al prezzo e alla manutenzione dei macchinari. La ricerca intanto fa passi da gigante. Mentre in mezzo al dominio dei grandi produttori, spunta un’eccellenza italiana

RUBRICHE
FORMAZIONE