Olon investe in ricerca: un nuovo hub a Rodano

Pubblicato il: 7 Giugno 2022|

Olon cresce ancora. Il gruppo italiano leader nella produzione di principi attivi farmaceutici (API) investe 10 milioni di euro nella costruzione di un nuovo hub per la ricerca e sviluppo all’interno dell’head quarter di Rodano, alle porte di Milano. La prima pietra è stata posata il 26 maggio scorso e la struttura – che sarà completata entro la primavera-estate 2023 – rappresenterà il fulcro centrale rispetto al resto del mondo: oltre a Rodano altri sei centri sono in Italia (Settimo Milanese, Segrate, Mulazzano, Casaletto, Garbagnate e Capua) e tre localizzati tra Spagna, Stati Uniti e India. L’obiettivo è realizzare un modello di rete globale di R&D “nel quale – specifica una nota aziendale – le alte specializzazioni di processi specifici, consolidate negli undici plant Olon nel mondo, verranno connesse, condivise e applicate in modo diffuso a tutto il networking produttivo del gruppo”.

Crescono business e organico

Giorgio Bertolini, Vice President R&D di Olon, spiega le ragioni che hanno guidato la scelta. “Intanto avevamo bisogno di spazio. Stiamo investendo tanto nell’area della ricerca (24 milioni di dollari su 580 di fatturato nel 2021, n.d.r.) e anche l’organico è cresciuto: il nuovo hub è concepito per ospitare 45-50 ricercatori che vanno ad aggiungersi ai trecento dislocati in tutto il mondo, su un totale di 2300 dipendenti. Sei anni fa, quando sono arrivato, i ricercatori erano meno di duecento”.

Una congiuntura favorevole

Ciò definisce anche la crescita dell’azienda e l’aumento del business legato anche fattori congiunturali. “Già prima di Covid-19 molte aziende Usa ed europee – prosegue Bertolini – hanno fatto reshoring riportando in Occidente gran parte dei contratti sottoscritti con l’Asia. L’accelerazione è stata data dalla lotta dei dazi tra Usa e Cina e poi la pandemia ha costretto a rivedere tutte le politiche di outsourcing delle aziende, soprattutto americane”.

Nuovi processi organizzativi

Al di là della tecnologia di ultima generazione che permetterà di perfezionare e ampliare la gamma delle prestazioni in area R&D (“soprattutto per safety, scale-up, parte analitica etc.”) l’innovazione introdotta con il nuovo hub di Rodano, secondo Bertolini, risiede soprattutto nel processo organizzativo che d’ora in avanti sarà possibile implementare.

Hub come centro di collegamento

“Rispetto ad altre aziende, la nostra politica è sempre stata quella di collegare gruppi medio-piccoli di ricerca ai vari siti produttivi, in modo che la R&D seguisse da vicino le necessità e le specializzazioni degli impianti stessi e i processi studiati in laboratorio fossero concepiti da subito in rapporto alla loro scalabilità”.

Migliorare la comunicazione

Il rischio però, era di perdere i vantaggi della cross fertilization: “Non sempre si riesce a far dialogare i gruppi di ricerca in modo ideale. Di qui la necessità – aggiunge il manager – di costruire un hub che fungesse da centro nevralgico di comunicazione e scambio di idee tra le varie realtà. Il nuovo centro di Rodano si occuperà proprio di fluidificare il flusso di informazioni tra tutti, permettendo di lavorare come un singolo team nonostante la distanza e mantenendo le singole specializzazioni”.

Tag: giorgio bertolini / olon /

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