Prestito obbligazionario non convertibile per la bolognese IMA

Pubblicato il: 27 Febbraio 2013|

di Silvia Maria Busetti

Il Cda di IMA ha recentemente deliberato l'emissione e il collocamento presso l'US Private Placement di un prestito obbligazionario non convertibile
di 50 milioni di dollari. L'operazione (il cui valore in euro è pari a 36 milioni) è stata confermata il 21 febbraio e ha consentito all'italiana, non solo di trovare fonti di finanziamento alternative al sistema bancario (trovando un grosso fondo pensioni per collocare il bond), ma anche di rifinanziare il debito a condizioni più favorevoli. Il prestito non è assistito da garanzie e i titoli, che non sono stati sottoposti a costosi processi di rating, hanno una durata di dieci anni (i prestiti concessi dalle banche italiane, sono in media della durata di cinque anni).
Grazie al supporto di Mediobanca e Bank of America Merill Lynch, e alla consulenza legale di White & Case, il gruppo ha ottenuto un tasso fisso di interesse del 6,25%, più basso rispetto alle condizioni italiane, con quote costanti rimborsabili a partire dal quarto anno e possibilità di estinzione anticipata. Non stupisce quindi che, a queste condizioni, altre aziende italiane si siano rivolte al Private Placement americano per l’emissione di prestiti obbligazionari.
IMA, che conta 3.400 dipendenti ed è presente in oltre 70 Paesi, è leader mondiale nella progettazione e produzione di macchine automatiche per
il processo e il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici, tè, caffè e alimentari. Il Gruppo è stato fondato nel 1961 ed è quotato
alla Borsa di Milano dal 1995 (segmento Star dal 2001). L'italiana ha chiuso il 2012 con 743,3 milioni di euro di ricavi, margine operativo lordo di 101,4 milioni e indebitamento finanziario netto di 131,5 milioni (in forte diminuzione rispetto alla chiusura 2011 pari a 157,5 milioni).
 

Tag: aziende / Cda / Mediobanca /

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