Pubblicità, le Big Pharma spendono di più ma non scommettono sul web

Pubblicato il: 4 Aprile 2014|

Gli investimenti in pubblicità diretta ai consumatori (Dtc)dell’industria farmaceutica, laddove consentita, dunque soprattutto negli Stati Uniti, ha fatto registrare un aumento del 10% fra il 2012 e il 2013: da 3,4 miliardi di dollari a quasi 3,8 miliardi. Gli unici cali sono stati rilevati negli investimenti sui quotidiani (149,2 milioni di dollari, in calo del 28,9%) e sul web (59,8 milioni dollari, con il -14,4%). I nuovi dati, sviluppati da Nielsen, sono stati pubblicati dalla testata “MedicalMarketingMedia”.

 

Le aziende farmaceutiche preferiscono veicolare i propri messaggi pubblicitari ancora e soprattutto attraverso la TV (2,48 miliardi di dollari di spesa, in crescita del 12,7 % rispetto all'anno precedente), poi sulla stampa periodica (1,09 miliardi, in crescita del 6,6 %), infine attraverso la radio (24,3 milioni, in crescita del 4,9%).

 

Per quanto riguarda le aziende, Pfizer risulta ancora una volta in cima alla lista di chi spende di più, con investimenti per 872,2 milioni di dollari nel 2013. Seguono Eli Lilly (454 milioni), la nuova spin off di Abbott, AbbVie (399,6 mld), AstraZeneca (287,6 mln) e Merck (276,7 mln). Coerentemente, i prodotti branded che risultano maggiormente pubblicizzati sono il Cialis, il farmaco di Lilly contro la disfunzione erettile (221,9 milioni di dollari), il Viagra di Pfizer (161,4), l’anti-artrite di Pfizer Celebrex (155,9) e quello di AbbVie, Humira (132,4 mld), seguiti dall’antidepressivo di Otsuka Abilify (121,4 mln).

Tag: 2012 / 2013 / ADV / Big Pharma / direct to consumer / investimenti / media / Nielsen / pubblicità / radio / web /

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