Scompenso cardiaco, rimborsabile in Italia il nuovo farmaco di Novartis

Pubblicato il: 3 Maggio 2017|

Una doppia arma contro lo scompenso cardiaco, in grado di aumentare la sopravvivenza e migliorare la qualità di vita dei pazienti. E anche “tripla”, se si considerano le ospedalizzazioni in meno e i benefici per il sistema. Così Novartis presenta in Italia l’associazione sacubitril/valsartan (nome commerciale “Entresto”), che ha ottenuto la rimborsabilità nel nostro Paese a partire dal 12 marzo scorso. Si tratta – spiega l’azienda – della prima grande innovazione terapeutica degli ultimi 15 anni nel campo dello scompenso cardiaco, patologia che in Italia colpisce quasi un milione di persone. Un’innovazione dai benefici importanti: il farmaco – il primo di nuova classe terapeutica chiamata ARNI (antagonisti del recettore della neprilisina e del recettore dell’angiotensina) – ha dimostrato di ridurre la mortalità per cause cardiovascolari del 20% rispetto alla terapia di riferimento (l’ACE-inibitore enalapril), garantendo un prolungamento della sopravvivenza di un anno e mezzo, con punte fino a  due anni nei pazienti più giovani con scompenso cardiaco cronico con frazione d’eiezione ridotta.

I dati – come spiega Michele Senni, direttore della Cardiologia 1 dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo – arrivano da PARADIGM-HF, il più grande studio clinico mai condotto fino ad ora nello scompenso cardiaco cronico a frazione di eiezione ridotta, che ha coinvolto 8.400 pazienti nel mondo: “Da questo trial – spiega Senni, coordinatore per lo studio in Italia – è emersa anche una riduzione delle ospedalizzazioni per scompenso cardiaco (-21%) e della mortalità per tutte le cause (-16%)”. Ma  vantaggi di sacubitril/valsartan si traducono anche in un miglioramento della qualità della vita: la “fame d’aria” (dispnea) e  la grave stanchezza tipiche dello scompenso si riducono sensibilmente, e il paziente può tornare gradualmente a una vita più attiva. 

Fino ad oggi la terapia dello scompenso cardiaco si basava sull’inibizione neuro-ormonale del sistema renina-angiotensina e del sistema nervoso simpatico. Sacubitril/valsartan ha un meccanismo d’azione innovativo che consente, per la prima volta, di potenziare gli effetti del sistema dei peptidi natriuretici mantenendo contemporaneamente l’inibizione del sistema renina-angiotensina.““Siamo di fronte a un cambiamento radicale del nostro approccio al paziente con scompenso cardiaco,  con il passaggio da un’inibizione a una modulazione neuro-ormonale”, spiega ancora Senni.

Un svolta fondamentale sottolineata anche da Claudio Rapezzi, docente dell’Università di Bologna e direttore dell’UO di Cardiologia del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi: “Gli ARNI sono una nuova classe di farmaci che non si limitano ad antagonizzare un sistema neuroormonale, modulandolo negativamente, ma al contrario vanno ad amplificare la funzione di questi sistemi in grado di produrre benefici clinici a lungo termine”. L’innovazione introdotta con sacubitril/valsartan riguarda molti pazienti: “Il farmaco – prosegue Rapezzi – è indicato in tutti i pazienti con scompenso cardiaco con frazione di eiezione ridotta che siano abbastanza stabili, cioè che non siano stati appena ricoverati per edema polmonare, per scompenso acuto, che abbiano una pressione sistolica superiore a 100 mmHg. Gli ARNI sono cioè indicati nei pazienti con scompenso grave ma abbastanza stabili. Il nuovo farmaco potrebbe dunque essere indicato per un terzo di tutti i pazienti con scompenso”. 

Accolto con molto favore dalla comunità scientifica, il nuovo farmaco è anche una storia di successo che vede l’Italia protagonista: nello stabilimento Novartis di Torre Annunziata (Napoli),  sacubitril/valsartan viene prodotto per tutto il mercato mondiale (a eccezione degli Usa). Secondo le previsioni, il polo campano produrrà 35 milioni di confezioni del farmaco entro il 2020 destinate a 25 milioni di pazienti in 112 paesi del mondo, così da soddisfare oltre la metà della domanda globale.  “L’Italia – commenta Giuseppe Maiocchi, responsabile medico dell’Area Cardio Metabolica di Novartis nel nostro Paese – offre da sempre un contributo importante alla Ricerca e Sviluppo internazionale, mettendo a disposizione risorse professionali qualificate e una solida rete di collaborazioni con le più autorevoli realtà nazionali della ricerca medica. Ma il nostro Paese riveste anche un ruolo di primo piano nella produzione industriale in ambito cardio metabolico”.

La storia di sacubitril/valsartan, comunque, non si ferma qui. La ricerca Novartis va avanti con l’ambizioso programma “FortiHFy”: oltre 40 studi clinici, già in corso o pianificati, ai quali parteciperanno ricercatori e pazienti di oltre 50 Paesi per cinque anni,  alla ricerca di nuove indicazioni per il farmaco.

Tag:

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE

Pazienti e scelte sanitarie: ancora non c’è la bussola

Prosegue la contesa su rappresentatività, diritti, competenze: lo scorso 19 ottobre il Tar Toscana ha bocciato un ricorso presentato da circa quindici associazioni contro la delibera 702 che include i pazienti esperti nei processi di acquisto dei dispositivi medici. E il recente atto di indirizzo ministeriale sembra appena un primo passo verso il coinvolgimento dei cittadini

Remedi4all: l’Europa scommette sul valore del repurposing

Il progetto Ue sul riposizionamento di farmaci già esistenti per altre indicazioni terapeutiche prevede il coinvolgimento di 24 istituti europei, coordinati da Eatris e un finanziamento di 23 milioni di euro attraverso il programma Horizon Europe

RUBRICHE
FORMAZIONE