Fibrillazione atriale: ecco la carta globale del paziente

Carta Globale del Paziente con Fibrillazione Atriale: presentato in Italia il documento che mira a controllare la causa del 20% degli ictus trombo-embolici

È nata la Carta Globale del Paziente con Fibrillazione Atriale (Fa), un documento promosso in 39 Paesi, dalle 70 maggiori associazioni di cura ed associazioni di pazienti con problematiche cardiologiche. Il documento è stato recentemente presentato anche in Italia, presso la biblioteca del Senato, durante il workshop “Fibrillazione Atriale e Ictus evitabile: dalla prevenzione alle prospettive terapeutiche attraverso percorsi gestionali a misura di cittadino”, organizzato dalla Fondazione Charta con il patrocinio, tra gli altri, del Senato e di Cittadinanzattiva, e il supporto non condizionato di Bayer. La Fa è una aritmia cardiaca, spesso asintomatica, che causa il 20% di tutti gli ictus trombo-embolici. Sono 6 milioni in Europa le persone affette, in Italia sono circa 250.000, ma si stima che già nel 2020 il numero salirà a circa 300.000. L’Ictus è responsabile di più morti di quelle attribuite all’Aids, alla Tubercolosi e alla malaria messi insieme e costituisce la seconda causa di morte a livello mondiale. Rappresenta inoltre la prima causa di invalidità e la seconda di demenza con perdita di autosufficienza, risultando particolarmente gravoso in termini di incidenza dei bisogni assistenziali. Il costo medio annuo di un paziente con disabilità grave è di circa 30mila euro. Diagnosi precoce, una migliore presenza territoriale e cure appropriate sono alcune delle urgenze contenute nella Carta e sottolineate da Antonio Tommasini, Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato. Gli accessi alle cure devono essere uguali e omogenei per tutti, su tutto il territorio nazionale e nell’ambito di una corretta gestione delle risorse, hanno sottolineato, nei loro interventi, clinici, farmaco-economisti e responsabili di programmazione delle cure. La Carta Globale contiene indicazioni per le autorità regolatorie, i governi nazionali, i medici, e tutti gli stakeholder, sugli interventi da attuare per salvare vite e per ridurre il peso e i costi sociali della Fibrillazione Atriale. Le cinque linee guida sono: diagnosi tempestiva; prevenzione, con creazione dei registri nazionali degli ictus; migliori cure; miglioramento delle conoscenze e della pratica clinica del personale sanitario; tecnologie innovative disponibili tempestivamente e in maniera appropriata.