Zambon: accordo con Newron da 20 milioni per l’anti-Parkinson Safinamide

Deal di collaborazione strategica e contratto di licensing per safinamide: il suo sviluppo rischiava di naufragare a seguito del passo indietro di Merck Serono

L’azienda biofarmaceutica Newron, che ha a Bresso, vicino Milano, il suo quartier generale, ha firmato un accordo di collaborazione strategica e un contratto di licensing con Zambon Farmaceutici per safinamide, farmaco sperimentale studiato per la cura del Parkinson. Secondo l’intesa siglata, Zambon, nata a Vicenza nel 1906, investirà 20 mln di euro per portare a termine sia l’iter dello sviluppo clinico del farmaco, sia le procedure per ottenerne le autorizzazioni alla commercializzazione in Europa e negli Stati Uniti. Ancora nel quadro dell’intesa, Zambon ha rilevato il 9,1% del capitale di Newron e si è inoltre impegnata ad allargare la sua partecipazione in un futuro aumento del capitale sociale. Le azioni Newron, in concomitanza con la conclusione dell’accordo, hanno fatto registrare un +14%. “Siamo lieti che Zambon condivida il nostro entusiasmo e la nostra fiducia nelle proprietà della safinamide per il trattamento del morbo di Parkinson”, ha affermato in un comunicato Luca Benatti, Amministratore delegato di Newron. L’accordo concluso fra le due aziende costituisce una buona notizia per Newron, trovatasi d’improvviso, qualche mese fa, ad affrontare la decisione di Merck Serono di non finanziare più l’iter di sviluppo di safinamide: sarebbero rimasti quindi a carico della società lombarda tutti i costi della fase III, i cui risultati dovrebbero essere pubblicati entro la fine del mese di Aprile. La decisione di Merck Serono, da imputare ad una revisione delle priorità nel proprio business, aveva avuto anche un altro effetto negativo a carico della stessa Newron: infatti l’azienda finlandese biotech Biotie Therapies non avrebbe più dato seguito all’annunciata fusione con Newron, proprio in conseguenza del venir meno dell’apporto finanziario per safinamide. L’intervento di Zambon, quindi, risolve anche questo problema. Newron ha anzi già annunciato che il dossier registrativo di safinamide dovrebbe essere pronto per il deposito alle autorità sanitarie entro la fine del 2012. Safinamide è un alfa-aminoacido derivato, somministrato per via orale, attualmente al vaglio degli sperimentatori come terapia aggiuntiva per pazienti con morbo di Parkinson. I risultati relativi a 2 anni di trattamento – presentati circa un anno fa al 63° Congresso dell’American Academy of Neurology di Honolulu – suggeriscono che safinamide, in aggiunta alla levodopa e ad altri dopaminergici, potrebbe aiutare i pazienti che continuano ad avere tremori e movimenti involontari nonostante la terapia di base. Gli studi condotti finora fanno pensare che la molecola abbia un meccanismo d’azione duplice e innovativo, basato sull’incremento della funzione dopaminergica e la riduzione dell’attività glutammatergica, attraverso l’inibizione del rilascio del glutammato. Non ha invece effetto sulla monoamino-ossidasi di tipo A e sull’inibizione del riassorbimento della dopamina.