Novità dall’Esmo: impatto economico dei tumori e nuove ricerche in corso

Presentato a Vienna lo studio di Oxford sui costi dei tumori per l’Ue

I tumori costano all'Unione europea 124 miliardi di euro ogni anno e il carcinoma polmonare è il più costoso. Se ne è parlato al congresso della European Society for Medical Oncology (Esmo) in corso a Vienna, dal 28 settembre al 2 ottobre. I dati, elaborati da Ramon Luengo-Fernandez e dai suoi colleghi dell'Università di Oxford, Regno Unito, includono i costi sanitari diretti, come le cure primarie, ospedaliere e farmacologiche, così come le perdite in termini di produttività. I numeri provengono da fonti Oms, Ocse e dai ministeri nazionali della Salute: il costo sanitario pro-capite più basso è quello della Lituania, 32 euro l'anno, mentre il più alto è quello  tedesco, pari a 165 euro. "I Paesi con i costi pro capite più alti – commentano gli esperti – tendono a essere i Paesi dell'Europa del Nord e centrale. Quelli con i più bassi costi sono invece gli Stati che hanno aderito all'Ue dal 2004". Il carico economico più alto è attribuibile al tumore ai polmoni, per un totale di 19 mld di euro, di cui 10 a causa della mortalità prematura.

Al congresso sono stati presentati i risultati di LUX-Lung 3, lo studio su pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), positivo per mutazioni di EGFR (ErbB1), che dimostrano che afatinib, molecola sperimentale sviluppata da Boehringer Ingelheim e indicata come terapia di prima linea in pazienti con NSCLC, inibisce in maniera irreversibile i recettori della famiglia ErbB, migliora i sintomi e la sopravvivenza senza progressione del carcinoma polmonare.  

Per il trattamento in seconda linea in pazienti con NSCLC positivo alla mutazione ALK, invece, si prefigura la possibilità di impiego di crizotinib di Pfizer, che ha dimostrato di estendere la sopravvivenza libera da progressione (PFS) a 7,7 mesi rispetto ai 3 delle terapie standard.