Intervista esclusiva a Giacomo Milillo, Fimmg

Il Congresso Nazionale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale si sta svolgendo in questi giorni a Villasimius

Anticipazione dal numero 101 di AboutPharma & Medical Devices del mese di ottobre

È passato nelle mani del Parlamento il testo (sofferto e ridotto) del decreto sulla Salute, scritto dal ministro Balduzzi. È in arrivo anche il Patto per la Salute, con la sua battaglia di posizione fra Governo, Regioni e tutte le parti in causa, dalle aziende ai professionisti. Il tutto in un contesto che sta cambiando radicalmente. Al centro del nuovo corso ci sono i medici, cellula fondamentale dei nuovi equilibri. Ma loro, i medici, come cambieranno? Ce lo ha spiegato Giacomo Milillo, Segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale – Fimmg.

 

La prima novità, di cui tanto si parla, è l’arrivo del medico 24 ore su 24, sette giorni su sette, e la Fimmg si è subito detta favorevole. Perché?

Prima di tutto perché la Medicina generale nel suo insieme già la garantisce. Siamo favorevoli a una riorganizzazione dell’attuale sistema che elimini la divisione fra medici di guardia medica e medici di famiglia unendoli in squadre che garantiscano le 24 ore alla popolazione che assistono. Anche perché in realtà questo non deve essere inteso come è stato raccontato con approssimazione (e travisato) attraverso le interpretazioni forzate dalla stampa, in cui si annunciavano studi aperti 24 ore su 24: oltre ai costi da sostenere per costruire un sistema del genere, a che cosa servirebbe tenere aperto uno studio medico di notte? Noi proponiamo già dal 2006 quello che il decreto lancia attraverso il “ruolo unico”, che permette di erogare assistenza continua di qualità più alta rispetto a quella attuale.

Il lavoro del medico cambierà molto: se con le Regioni si riusciranno a realizzare veramente le condizioni per un’attività di squadra, la pressione cui ora è sottoposto dovrebbe essere alleviata. Il rapporto di fiducia del paziente con il suo medico invece non cambierà, sarà arricchito.

Si apre una nuova fase del rapporto fra medici e case farmaceutiche ?

È possibile. Per quanto riguarda il medico, il rapporto deve avvenire sempre nell’ambito della corretta informazione, che in questo momento è un punto interrogativo.

 

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