Vale anche in Sanità il modello economico che ha vinto il Nobel

Permette di ottimizzare l'allocazione di risorse scarse, che non possono essere assegnate, attraverso il prezzo, in base alle leggi di mercato

Il Premio Nobel per l’Economia 2012 è stato assegnato a Lloyd Shapley (University of California Los Angeles) e Alvin Roth (Harvard University), per il loro lavoro sul matching. I contributi di Shapley risalgono a oltre mezzo secolo fa, quelli di Roth agli anni ‘80. Si tratta di uno studio di notevole profondità teorica, ma anche d’immediata applicazione pratica, anche, forse soprattutto, nel settore sanitario. Esiste un problema di matching, infatti, ogniqualvolta ci sia da abbinare un gruppo a un altro, secondo le preferenze di entrambi, senza potersi avvalere della dinamica del prezzo, il meccanismo di allocazione tipico del mercato. Basta pensare ai trapianti: poiché esiste un divieto di commercio di organi, come si fa ad assegnare un organo donato a uno fra i tanti aspiranti in attesa?

La naturale applicabilità dello studio di Shapley e Roth a tutti gli ambiti in cui non è possibile, per ragioni etiche o giuridiche, monetizzare il valore dell’oggetto dell’attività di matching, ha suggerito anche ai due economisti di mettere alla prova il loro modello su questioni sanitarie: il contributo di Roth, in particolare, oltre a dimostrare alcune proprietà teoriche importanti del più risalente meccanismo di Shapley, ne ha approfondito le possibilità di applicazione a numerosi casi in campo ospedaliero o della sanità, settori in cui il meccanismo in questione ha dato prova di consenire allocazioni migliori di risorse scarse e non assegnabili in base alle leggi di mercato.