Oms lancia allarme tubercolosi: salve 20 mln di persone, ma stop ai fondi

Il World Health Organization (WHO) Global Tuberculosis Report 2012 pubblica i risultati raggiunti e identifica le nuove sfide per la cura della Tubercolosi

Il programma di controllo e cura della tubercolosi ha salvato 20 milioni di persone nel mondo. Questo il dato che emerge dal World Health Organization (WHO) Global Tuberculosis Report 2012, pubblicato dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Ma – spiegano gli esperti – il risultato potrebbe essere solo temporaneo, se l’impegno dei governi non viene rinnovato.
Il documento evidenzia che la tubercolosi è una delle patologie infettive che fa più morti al mondo: 1,4 milioni i decessi nel 2011, di cui mezzo milione donne. Nello stesso anno sono stati circa 8,7 milioni i nuovi casi, anche se i contagi (così come le morti) continuano a diminuire in tutto il mondo. L’obiettivo per Africa ed Europa  di dimezzare entro il 2015 i livelli di mortalità del 1990 è ancora lontano, mentre la Cambogia, tra il 2002 e il 2011, ha registrato una diminuzione del 45% della prevalenza per la tubercolosi.
Nel Report si fa riferimento ad alcune novità diagnostiche, come il test NAAT oggi disponibile in 67 nazioni a basso o medio Pil, e alla necessità di far uscire sul mercato alcuni nuovi farmaci che sono già in fase di studio, e che sarebbero i primi in oltre 40 anni. 
Il problema, denuncia il Report, sono i tagli al Fondo Globale avvenuti lo scorso anno. A causa di questi, solo da parte degli Stati Uniti fino ad ora non sono arrivati 1,4 miliardi di dollari di finanziamenti, e tra il 2013 e il 2015 mancheranno altri 3 miliardi l’anno, solo dalle casse statunitensi. L’Oms per far fronte alla mancanza di fondi sta pensando a una campagna di finanziamento mirata ai donatori privati, oltre che ai governi.