Cefalea: presentato al Senato l’Italian Health Policy Brief

Il più costoso dei disturbi neurologici, quarta malattia cronica per incidenza, potrebbe essere controllato efficacemente già a livello di assistenza primaria

È stato presentato lo scorso 18 ottobre, nella Sala Caduti di Nassiriya del Senato della Repubblica, l’Italian Helath Policy Brief dal titolo “Cefalea: processi assistenziali e sostenibilità”. L’Italian Health Policy Brief mira a sottoporre all’attenzione di decisori, clinici e stakeholder, che operano negli snodi nevralgici del sistema sanitario, un problema di salute non più trascurabile, che impone scelte rapide ed efficaci. È il caso della cefalea primaria, una malattia vera e propria, indotta da cause non sempre immediatamente identificabili, e per di più molto diffusa: è la quarta patologia cronica, per incidenza, dopo l’artrosi, l’ipertensione arteriosa e le malattie allergiche. Solo in Italia ne soffrono milioni di persone, soprattutto donne, e nella sua forma cronica costituisce  una condizione patologica potenzialmente debilitante. “È quindi necessario diffondere la consapevolezza – affermano in una nota i responsabili dell’IHPB – che la cefalea, in tutte le sue forme, è un problema di salute mondiale, e i responsabili della tutela della salute pubblica sono esortati, dai dati stessi sulla diffusione e la gravità di questa malattia, a reperire gli strumenti per facilitare l’accesso dei pazienti alle cure più appropriate. Nella fase attuale – prosegue la nota – di contenimento della spesa sanitaria, si impone anche una riflessione sul modello di erogazione dei servizi sanitari per il controllo della cefalea, allo scopo di garantire uniformità di erogazione delle cure su tutto il territorio, secondo un’efficiente allocazione delle risorse”.

La cefalea, come è stato sottolineato nel corso della presentazione dell’IHPB al Senato, è anche una malattia sociale, dal costo gravoso sia in termini di impatto sulla qualità della vita, sia sui rapporti interpersonali e sulla perdita di ore lavorative: il fatto che questa condizione non riceva alcun riconoscimento normativo è quindi un’ulteriore emergenza di carattere socio-economico e politico. La cefalea si segnala infatti come il più dispendioso dei disordini neurologici: secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (World Health Organization) la perdita di produttività per tutte le tipologie di cefalea è una perdita secca, in quanto è superiore alla spesa sanitaria sostenuta da ciascun Paese per far fronte a queste patologie. Sul piano clinico, invece, risulta che la grande maggioranza delle cefalee può essere trattata con successo e gestita efficacemente anche a livello di assistenza primaria, quindi con investimenti abbastanza contenuti da parte dei sistemi sanitari.

La presentazione dell’Italian Health Policy Brief sulla cefalea è stata introdotta dal professor Marco Marchetti, dell’Unità di Valutazione delle Tecnologie del Policlinico Universitario "Agostino Gemelli" Università Cattolica del Sacro Cuore. Hanno partecipato all’evento, con le proprie prolusioni, il professor Luigi Alberto Pini, Direttore del Centro Interdipartimentale Studio Cefalee e Responsabile della Struttura Semplice Centro Cefalee del Policlinico di Modena, nonché Presidente della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee, il professor Pietro Cortelli, Associato del Dipartimento di Scienze Neurologiche dell’Università di Bologna e Presidente Eletto ANIRCEF, il senatore Antonio Tomassini, Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato e Presidente dell’Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione, il senatore Daniele Bosone, Vice Presidente XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, il professor Giorgio Bono, Presidente Eletto della SISC, Ordinario presso l’Università degli Studi dell’Insubria e Direttore UO Neurologia presso l'Ospedale di Circolo – Varese. 

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