Monti: Il Ssn potrebbe non essere garantito in futuro

A rischio la sostenibilità, servono altri finanziamenti. Anche il Telegraph la pensa così sull’Nhs britannico

“La sostenibilità futura dei Sistemi sanitari nazionali, compreso il nostro di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantita se non si individueranno nuove modalità di finanziamento per servizi e prestazioni. La posta in palio è altissima”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, intervenendo in videoconferenza alla presentazione del progetto di un nuovo polo biotecnologico a Palermo, il Centro . Nello stesso intervento Monti ha però anche sottolineato il valore dell’innovazione e della ricerca nel settore delle Life Science, “i presupposti per un sentiero di crescita virtuoso, in grado di generare investimenti esteri, miglioramenti, e occupazione di qualità”. “Il momento è difficile – ha sottolineato il presidente del Consiglio –. La crisi ha colpito tutti e ha impartito lezioni a tutti. E il comparto medico non è stato esente né immune. Il Governo è però un vostro alleato prezioso”.

In seguito alle reazioni alle sue dichiarazioni, l'Ufficio del portavoce del Presidente ha specificato che: "Le soluzioni ci sono, e vanno ricercate attraverso una diversa organizzazione più efficiente, più inclusiva e più partecipata dagli operatori del settore. Le garanzie di sostenibilità del servizio sanitario nazionale non vengono meno. Per il futuro è però  necessario individuare  e rendere operativi modelli innovativi di finanziamento e organizzazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie".

In sintesi, il Presidente  non ha messo in questione il finanziamento pubblico del sistema sanitario nazionale, bensì, riferendosi alla sostenibilità futura, ha posto l’interrogativo sull’opportunità di affiancare al finanziamento a carico della fiscalità generale forme di finanziamento integrativo. Inoltre, egli ha voluto sollecitare la mobilitazione di tutti gli addetti ai lavori, così come degli utenti e dei cittadini, per una modernizzazione e un uso più razionale delle risorse.

 

 

Anche il presidente di Fiaso, Giovanni Monchiero, ha condiviso i timori espressi da Monti, ma esprimendo nuovamente preoccupazione per i tagli già attuati e quelli previsti: “Questi livelli di finanziamento rischiano di far morire per asfissia il nostro Ssn – ha dichiarato –. I tagli operati negli ultimi anni sono stati accolti da Asl e Ospedali come una sfida per razionalizzare la spesa ma è inimmaginabile pensare che i 31 miliardi depennati dal Fondo Sanitario nel periodo 2009-2014 siano interamente composti da sprechi”. Secondo il vertice della federazione la “Spending review ha inutilmente confuso i dati e alimentato speranze irrazionali”, mentre  per affrontare realmente il problema bisognerebbe rifondare l’Ssn rivedendo i Lea e il sistema di compartecipazione alla spesa (secondo, indica, le indicazioni del Ministro Balduzzi e di Agenas su un modello “a franchigia”), nonché costruendo una diversa relazione fra “sanità pubblica, sociale e volontariato, recuperando anche il contributo che può venire dalla sanità privata e da altre forme di mutualità volontaria” .

Monti non è però l’unico, in questi giorni, a mettere in dubbio l’effettiva sostenibilità dei Sistemi sanitari nazionali.  Sul Telegraph, autorevole quotidiano conservatore britannico, l’editorialista Andrew M. Brown ha commentato che l’Nhs (l’Ssn del Regno Unito) non può andare avanti così: “Il sistema è a un punto di rottura. La soluzione? Dovremo iniziare a pagare alcuni servizi medici quando vengono erogati”. Oppure – visto che secondo lui è tutta colpa dei baby boomer, che corrono dal medico a ogni raffreddore –  bisognerà ricominciare a stringere i denti come facevano i nostri nonni in tempo di guerra.