Biosimilari: mercato italiano molto al di sotto della media europea

Liberatore, IMS, ha presentato i dati all'evento in Senato con AboutPharma and Medical Devices

Intervenendo oggi al workshop "Biosimilari: come la farmacoeconomia impatta sugli aspetti clinici", tenutosi alla sala Spadolini del Senato della Repubblica a Roma con AboutPharma and Medical Devices come media partner (vai alla nostra photogallery), il general manager di IMS Health Italia, Sergio Liberatore, ha presentato i dati di penetrazione sul mercato mondiale dei Biosimilari. Le cifre più intessenti riguardano probabilmente le previsioni degli analisti, decisamente disattese. Nel 2007 l'attesa era quella di un portafoglio di 16miliardi di dollari nel 2011, mentre invece il dato attuale è quello di un volume di affari del settore che supera di poco gli 0,6miliardi. Nel nostro Paese, che rimane sensibilmente al di sotto della media di penetrazione europea, il biosimilare rappresenta oggi (al settembre 2012) circa 60milioni di euro di portafoglio.

Alla domanda: come mai il mercato ha risposto con un sottodimensionamento cosi marcato, Liberatore ha fatto riferimento soprattutto alle difficoltà del mercato statunitense, che e' stato particolarmente lento a mettersi in moto. "I prossimi cinque anni saranno nevralgici –  ha terminato Liberatore – in quanto l'attuale crisi globale dovrebbe mettere in moto motivazioni di sostenibilita ed appropriatezza sempre più stringenti". Il manager IMS ha sottolineato i valori cardine su cui lo sviluppo immediate potrebbe e dovrebbe basarsi: concentrazione delle aziende, sviluppo di relazioni e alleanze tra stakeholders, forte azione di branding.

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