Bissoni:il finanziamento del Ssn è un problema politico

Il presidente di Agenas spiega perché l'Agenzia non si sta muovendo sui ticket, in un dibattito sulla sostenibilità 'non del tutto comprensibile'

Anche il presidente dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), Giovanni Bissoni, è intervenuto nel dibattito aperto dalle dichiarazioni del presidente del Consiglio, Mario Monti, sulla sostenibilità futura del Servizio sanitario. “Nonostante le note ufficiali della Presidenza e le rassicurazioni del Ministro Balduzzi – ha commentato Bissoni – ,si è aperto un dibattito sulla sostenibilità del Ssn e sulla ricerca di nuove fonti finanziarie che non risulta del tutto comprensibile. Non è chiaro se, parlando di assicurazioni, ci si voglia riferire alla volontà di dare maggiore tutela alla rilevante spesa privata già in essere, con forme integrative ai sensi delle norme vigenti, oppure allargarle per ridurre l’universalismo del Ssn, peraltro nella illusoria speranza di ridurre la spesa pubblica e aumentare l’efficienza del sistema”.

Sulla maggiorazione dei ticket prevista dal 1° gennaio 2014 Bissoni ha dichiarato “ampiamente condivisa la sua inapplicabilità, in un sistema già sufficientemente iniquo e con effetti perversi sull’accesso alle prestazioni specialistiche nel sistema pubblico. Ampiamente assodato che il ticket non ha alcun effetto regolatore, quanto piuttosto quello di contenere la spesa pubblica, il mix fra tassazione generale e compartecipazione al momento dell’accesso ai servizi rimanda alle modalità di finanziamento del Ssn e, quindi, prima che un problema tecnico, è un problema politico. È il motivo per cui Agenas – ha concluso -, in assenza di un mandato istituzionale, non sta svolgendo alcun lavoro in merito”.

Anche in un’intervista sul nostro nuovo numero di dicembre il presidente di Agenas riflette su una Sanità migliore e pone domande scomode: perché si dice che la spesa è fuori controllo? Perché si mette sotto accusa il Titolo V? e soprattutto, perché l’Agenzia sforna numeri che poi gli economisti del Governo non sanno utilizzare?