Dispositivi medici e Lenograstim: il Tar Lazio sospende i prezzi di riferimento Avcp

Le motivazioni: difetto di istruttoria, impossibile ricostruire il ragionamento seguito nell’attribuire il prezzo

Una battuta d’arresto per i prezzi di riferimento in ambito sanitario individuati dall’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture (Avcp): il Tribunale Amministrativo del Lazio, nella seduta in Camera di consiglio del 23 novembre, ha sospeso l’efficacia degli elenchi dei prezzi di riferimento predisposti dall'Osservatorio dei Contratti Pubblici di Lavori Servizi e Forniture con riguardo ai prezzi dei dispositivi medici e al prezzo del principio attivo Lenograstim.  

Bisogna sottolineare che la decisione del Tar del Lazio rappresenta soltanto un provvedimento cautelare, che mira cioè ad assicurare una prima soddisfazione – ossia la sospensione immediata dell’efficacia dei prezzi di riferimento – alle richieste dei ricorrenti. Questi ultimi, infatti, attraverso tre distinti ricorsi, aspirano a ottenere l’annullamento, vale a dire la totale cancellazione, dei prezzi di riferimento dell’Avcp. Per vagliare la possibilità di quest’esito ancor più radicale, il Tar del Lazio ha rinviato la trattazione all’udienza del 20 marzo 2013. I due ricorsi contro l’elenco prezzi che si riferisce ai medical device sono stati proposti da Medtronic Italia Spa e da Ngc Medical Spa, mentre il ricorso contro i prezzi di riferimento di Lenograstim è stato proposto da Italfarmaco Spa.

Interessanti anche le motivazioni in base alle quali il Tar del Lazio ha accolto i tre ricorsi contro i prezzi di riferimento dell’Avcp: ripercorrerle tutte sarebbe complicato, ma in sostanza il tribunale ha riconosciuto che “la censura di difetto di istruttoria presenta profili di fondatezza”, in quanto negli elenchi dei prezzi di riferimento “non risulta l’iter logico seguito per individuare lo specifico prezzo della categoria, in relazione alla tipologia di contratti presi a riferimento”. In sintesi, il Tar del Lazio ha confermato i dubbi, sul metodo di individuazione dei prezzi di riferimento dell’Avcp, che anche i responsabili dell’Avcp e dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas) hanno manifestato lo scorso 23 novembre al Forum Risk di Arezzo. In quell’occasione Laura Velardi – dal 2007 responsabile degli studi dell’Agenas per la valutazione dell’impatto economico e dell’utilizzo dei dispositivi medici – ha ammesso che l’elaborazione dei prezzi di riferimento dei beni e servizi, a causa dei tempi stringenti, ha causato molti problemi, per cui è stato necessario un ulteriore approfondimento del tema. In particolare l'Agenzia, insieme alle Regioni e all'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (Avcp), sta lavorando su una definizione più corretta delle caratteristiche tecniche e d'impiego di beni e servizi, le quali consentano di specificare le diverse voci per una più coerente attribuzione dei prezzi.  Sempre nella convention di Arezzo, sul tema dei prezzi di riferimento è intervenuto anche il Direttore Generale dell'Avcp, Filippo Romano, che ha evidenziato come in ogni caso, “in una materia così complessa, i costi standard si potranno ottenere solo se prima si standardizzano i beni e servizi”.  

Ricordiamo, infine, che le elaborazioni dei prezzi di riferimento dei principali dispositivi medici, farmaci per uso ospedaliero, servizi sanitari e non sanitari – individuati dall'Agenas tra quelli di maggiore impatto sulla spesa sanitaria complessiva – sono state effettuate nel luglio scorso dall’Osservatorio dei contratti pubblici, così come previsto dall’art. 17 della Legge 111/2011 in materia di razionalizzazione della spesa sanitaria.