Md: bisogna ripensare l’intero settore

Bissoni (Agenas) e Rimondi (Assobiomedica) concordi alla V Conferenza Nazionale sui Dispositivi Medici

Il settore dei dispositivi medici, che credevamo fosse già collaudato, è molto diverso da quello dei farmaci. Per questo motivo bisogna capire che non si possono individuare prezzi vincolanti. Il mercato dei medical device va ripensato, perché il sistema dei prezzi di riferimento non funziona – ha detto a Roma Giovanni Bissoni, presidente Agenas –. In giro ci sono troppe esperienze diverse, perciò bisogna riorganizzare la domanda e ridefinire il sistema della centrale acquisti, ma è necessario anche cercare di rendere il sistema di accesso ai medical device più equo e soprattutto più omogeneo. Altrimenti non si riesce a costruire un mercato efficiente e di qualità”.

L’intervento di Bissoni alla  "V Conferenza Nazionale sui Dispositivi Medici – Garantire efficacia, sicurezza e innovazione per una crescita sostenibile", organizzata dal Ministero della Salute, ha trovato concorde il Presidente di Assobiomedica, Stefano Rimondi, che ha detto: “Bisogna riorganizzare l’intero settore per coniugare qualità e sostenibilità, ma siamo contrari al livello dei prezzi di riferimento e ai percentili del Decreto Balduzzi. Non si può continuare a procedere tenendo fuori l’industria. In questo modo il caso delle contrattazioni cinesi potrebbe diventare la regola. L’Italia è ‘risparmiosa’ e il nostro settore, sebbene sia uno fra gli unici che continua ad assumere, è uno tra i più colpiti dai tagli dei recenti provvedimenti. Per il 2013 la riduzione sarà di 600 milioni previsti e stimiamo una perdita occupazionale pari a 10mila unità".