Emilia Romagna, Piano straordinario di sostenibilità

La Regione approva misure “virtuose” per far fronte ai tagli di 260 milioni previsti per il 2013 senza aumentare le tasse e diminuire i servizi

Tariffe ospedaliere, turnover del personale, rinnovo delle convenzioni e recupero sui contratti per beni e servizi, sono queste le quattro azioni principali del Piano straordinario di sostenibilità che la Regione Emilia Romagna ha varato per difendere il sistema sanitario locale, come ha sottolineato Carlo Lusenti, assessore regionale alle politiche per la Salute, senza ricorrere a tagli dei servizi e senza aumentare ticket e tasse, ma salvaguardando il processo di innovazione in corso. Di fronte a un 2013 con un definanziamento di 260 milioni per l’Emilia Romagna, la Regione sceglie un percorso virtuoso.
La decisione di difendere i servizi senza “gravare sulle spalle dei cittadini” si accompagna a un’altra manovra importante fatta dalla Regione con il Bilancio di previsione 2013 di destinare alla sanità emiliano-romagnola risorse proprie aggiuntive pari a 150 milioni di euro e confermando il finanziamento di 70 milioni per il Fondo per la non autosufficienza, che potrà contare anche quest’anno su 430 milioni di euro.
In questo modo è stato contenuto uno scostamento che altrimenti avrebbe toccato i 410 milioni di euro, e che è il risultato dell’effetto congiunto delle due manovre dell’estate 2011, della Spending review e della legge di stabilità che a livello nazionale prevede per la sanità 600 milioni in meno nel 2013 e 1 miliardo nel 2014.