Il Cuore degli italiani

Si apre domani a Roma il 73° congresso della SIC che lancia un messaggio unanime “Non si può risparmiare in salute, ma si possono riallocare le risorse'

“Le malattie cardiovascolari in Italia sono la prima causa di morte, a dimostrarlo la Relazione sullo stato sanitario del Paese, presentata dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, che ha certificato un dato di fatto che la Società Italiana di Cardiologia e i cardiologi tutti da tempo sottolineano: la necessità di privilegiare l’attenzione agli stili di vita, oggi più che mai – ha detto Salvatore Novo, Presidente della Società Italiana di Cardiologia (SIC), alla conferenza di presentazione del 73° Congresso Nazionale della SIC – in un quadro di persistente crisi economica e di aumento dell’aspettativa di vita”. Per poter influenzare gli stili di vita è necessario fare prevenzione e agire sui giovani “In Italia il 21% dei 10.000 ragazzi tra i 16 e i 18 anni delle scuole superiori sottoposti a elettrocardiogramma nel corso di visita medica ha presentato anomalie meritevoli di approfondimenti” ha dichiarato Francesco Fedele, Presidente della Federazione Italiana Cuore e Circolazione, autore del libro Il cuore dei giovani. Ma in tempi di crisi qual'è la strada da prendere? “Bisogna far capire a chi è al Governo che se si vogliono individuare aree virtuose per coniugare diritto alla salute e tagli è necessario un tavolo tecnico con il coinvolgimento dei rappresentanti delle comunità scientifiche per l'individuazione delle eccellenze – ha affermato Francesco Romeo, Presidente della Federazione Italiana di Cardiologia (FIC), che ha poi aggiunto – altrettanto fondamentale è non tornare indietro sul fronte delle nuove tecnologie puntando sulla qualità dei medical devices. A questo proposito io credo che l’industria biomedicale non ci può chiedere di sostenere di non abbassare il prezzo di un dispositivo medico”. Oltre a fare informazione altrettanto importante secondo la comunità scientifica  la formazione dei cardiologi che deve essere completa e passare dalla super specializzazione a una visione di cura globale.