Dai generici anti Hiv/Aids risparmi in Usa per 1 mld di dollari l’anno

Ma l’assunzione di 3 pillole di generici, invece di una sola di marca, potrebbe compromettere l’efficacia della terapia

Come anticipato nel Focus di AboutPharma and Medical Devices n. 104, l’impiego di generici al posto degli antiretrovirali di marca (branded) nella terapia dell’Aids potrebbe portare risparmi nell’ordine del miliardo di dollari l’anno negli Stati Uniti, ma anche ridurre l'efficacia dei trattamenti. Questi i contenuti principali di uno studio condotto dai ricercatori del Massachusetts General Hospital e pubblicato su Annals of Internal Medicine.

Per valutare l'impatto del passaggio da griffati a generici, i ricercatori hanno utilizzato un modello matematico, adottando poi uno scenario in base al caso peggiore. I risultati hanno indicato che il passaggio di tutti i pazienti affetti da Hiv negli Stati Uniti al regime con tre farmaci generici produrrebbe risparmi per 42.500 dollari a paziente che, solo nel primo anno significherebbe un risparmio di 1 mld di dollari. Tuttavia, la perdita di aspettativa di vita potrebbe arrivare a 4,5 mesi per una questione di aderenza alla terapia.

Il trattamento attualmente raccomandato per i pazienti con nuova diagnosi è una sola pillola (Atripla) al giorno, che integra tre antiretrovirali di marca: tenofovir (Viread), emtricitabina (Emtriva) ed efavirenz (Sustiva), come ci ha spiegato uno dei massimi esperti nazionali Stefano Vella.

Il generico di lamivudina, che ha un meccanismo d'azione simile all'emtricitabina, è disponibile da gennaio 2012, e una versione equivalente di efavirenz è atteso nel prossimo futuro. Sostituire due dei tre farmaci branded potrebbe ridurre significativamente i costi, osservano gli autori, ma questa strategia avrebbe anche degli svantaggi. Un regime di trattamento più complicato, con tre pillole quotidiane invece di una, aumenta il rischio che alcuni pazienti saltino delle dosi, cosa che può portare alla perdita di efficacia del trattamento antiretrovirale. Studi di laboratorio hanno anche evidenziato che la lamivudina può essere leggermente meno efficace ed esporre al rischio di foramzione di ceppi virali resistenti ai farmaci rispetto a emtricitabina.

Nel 2011 il costo dei farmaci antiretrovirali negli Stati Uniti è stato di circa 9 miliardi di dollari, la maggior parte dei quali è stato pagato da fonti governative.