Confronto ed esperienza per impostare un modello di gestione delle risorse in Sanità che funzioni

Intervista a Pierluigi Antonelli, chairman della Italian american pharmaceutical group (Iapg)

 

Anticipazione dal numero 105 di AboutPharma and Medical Devices del mese di Febbraio

 


 

Le aziende americane di fronte all’anomalia italiana: come si sopravvive in un Paese in cui la frammentazione regna sovrana? 

 

Da poco meno di un anno alla guida dello Iapg, Pierluigi Antonelli (46 anni) sa cosa vuol dire guidare una grande azienda in Italia dovendo rispondere a una casa madre americana. E sa che cosa significa avere a che fare con i pregi e i difetti di un federalismo virtuoso nella teoria, ma limitato nella pratica.
 

Antonelli: in queste settimane, il tema del Federalismo in Sanita è tornato di bollente attualità. A suo parere si tratta di un’incompiuta, di una pia speranza oppure di una ipotesi fallimentare in partenza?
Sicuramente si tratta di un’incompiuta. Dopo anni di dibattito e qualche tentativo non riuscito, con la Legge 42/2009 sul federalismo fiscale e la scia attuativa che da questa era partita con il Decreto 62/2011, si erano gettate le basi per uno sviluppo
in senso federalista della Sanità. Sviluppo che, tuttavia, ha conosciuto lo scorso anno una battuta d’arresto poiché l’urgenza
di consolidare i conti pubblici ha, di fatto, indotto a cambiare l’ordine delle priorità. Ritengo perciò che la sfi da attuale sia disegnare percorsi di convergenza delle varie Regioni. È una sfi da complessa perché, in alcune Regioni, il cammino da compiere è particolarmente lungo e difficile, gli aggiustamenti devono avvenire sia per la spesa che per la qualità dei servizi erogati e devono compiersi in un processo di transizione che, per essere credibile, deve essere anche circoscritta nel tempo. A tal fine, è fondamentale, come sottolineato da un recente studio della Fondazione Cerm, tenere il più possibile legate tra loro l’applicazione degli standard di spesa calcolati sulle Regioni più virtuose, la riduzione dei gap infrastrutturali, l’avvio dell’universalismo selettivo e il consolidamento dei bilanci di Asl e Aziende Ospedaliere. Tutti elementi necessari per dare coerenza e sicurezza alla fase di transizione e per gettare basi solide per la governance federalista a regime.