Oncologia, medici e pazienti chiedono cure appropriate ai politici

Ecco le richieste al prossimo Governo italiano e l'input lanciato oggi, 4 febbraio, dagli esperti internazionali durante la Giornata mondiale contro il cancro

Accesso alle terapie e ai farmaci, diagnosi e riabilitazione senza ticket, attuazione del Piano Oncologico Nazionale e del Piano per la Riabilitazione, approvazione dei nuovi Lea, attenzione ai posti letto,  queste le richieste rivolte da Favo, Aiom, Airo, Sico, Sie, Sipo e Fimmg, ai leader delle forze politiche candidati a governare il Paese.  

"Anche nel settore oncologico – ha spiegato Francesco De Lorenzo, Presidente Favo (Federazione Italiana delle associazioni di volontariato in oncologia) – si deve procedere con fermezza all’eliminazione di spese irrazionali e inappropriate, per rendere più efficiente l'organizzazione dei servizi e più efficace l'utilizzo delle risorse. Tuttavia, penalizzare i malati attraverso una riduzione orizzontale e indiscriminata dei servizi non rappresenta una scelta etica e non garantisce reali risparmi. Per questo chiediamo ai candidati che la prevista riduzione dei posti letto venga attuata non attraverso tagli lineari, ma sulla base del rispetto del numero dei casi trattati, a garanzia della sicurezza dei pazienti, e attraverso l'effettiva attivazione delle Reti oncologiche regionali".

I malati e i medici chiedono ai politici un impegno per affrontare la complessa “questione cancro” perseguendo, in particolare, sette obiettivi: un esplicito impegno per il superamento delle gravi disparità di accesso alle cure attualmente esistenti  (nel 2010 a fronte di 598 posti letto in hospice in Lombardia e 241 in Emilia Romagna se ne censivano solo 20 in Campania e 7 in Calabria, mentre vi erano 27 strutture con servizio di radioterapia in Lombardia, 7 in Puglia e 3 in Calabria), garanzia di accesso, senza partecipazione di spesa da parte del malato, a diagnosi, terapie e riabilitazione, attuazione del Piano Oncologico Nazionale, condizione essenziale per la presa in carico complessiva del malato di cancro, la continuità di cura, la riabilitazione ed il sostegno psicologico e la messa in opera del Piano d'indirizzo per la Riabilitazione.

E ancora l'approvazione immediata dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), l'accesso ai farmaci antineoplastici appena autorizzati e monitorati dall'Aifa, nonché l'istituzione di un fondo ad hoc per i farmaci innovativi ad alto costo, e la riduzione dei posti letto non attraverso “tagli lineari” ma sulla base del rispetto del numero dei casi trattati.

Non è un problema solo italiano le stime dell'Oms indicano che il numero di nuovi casi diagnosticati ogni anno raddoppierà nei prossimi 25 anni e raggiungerà i 22 milioni nel 2030. Oggi chi si può curare si ammala di meno perché le campagne preventive (contro il fumo, per esempio) e la formazione (l'abitudine a sottoporsi regolarmente al pap test e alla mammografia) hanno permesso di ridurre i casi nel mondo occidentale, a questo proposito il 30 gennaio scorso Umberto Veronesi, Direttore scientifico dello Ieo (Istituto europeo oncologico), ha lanciato la campagna Cercasi almeno 10mila fumatori o ex fumatori, con più di 55 anni di età e che abbiano fumato almeno 20 sigarette al giorno per 30 anni, i volontari verranno sottoposti, gratuitamente, a tac spirale a basso dosaggio e esame del sangue per cercare marcatori biologici del tumore al polmone.
Ma il restante 65% della popolazione non ha né i mezzi per curarsi, né è messa in condizioni di adottare stili di vita adeguati. Il caso del tumore al polmone nei paesi a basso reddito dove i fumatori sono moltissimi ne è una prova. Anche i più recenti farmaci mirati, progettati per attaccare la composizione genetica del tumore, non riescono a soddisfare le aspettative: i prezzi dei trattamenti stanno diventando insostenibili anche per i paesi “ricchi”.

Oggi, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, i 100 esperti di oncologia (clinici, ricercatori, politici, giornalisti, rappresentanti dell'industria e delle associazioni dei pazienti) che hanno partecipato al World oncology forum – che si è tenuto a Lugano l'ottobre scorso per il trentennale della Scuola europea di oncologia (Eso) fondata da Umberto Veronesi – lanceranno un appello ai Governi affinché prendano misure urgenti per contrastare l'aumento dei casi di cancro a livello mondiale. Non solo, gli scienziati presenteranno  anche una strategia in 10 punti per fermare questa "epidemia globale". Che prevede, oltre alla riduzione dei decessi a livello globale un "pacchetto" di cura del cancro per i paesi poveri.