European Lead Factory: 7 Big Pharma si alleano per la ricerca

L’alleanza, in 5 anni, darà vita a un progetto di sharing delle molecole più promettenti

Un progetto nato per condividere le conoscenze di frontiera sul farmaco e promuovere l’innovazione: le grandi aziende mettono da parte ogni antagonismo e si alleano per dar vita alla European Lead Factory (ELF). Si tratta di un consorzio pubblico/privato sostenuto dalla Innovative Medicines Initiative, la più grande piattaforma europea che promuove e condivide le finalità della ELF. Sette Big Pharma – Sanofi, AstraZeneca, Bayer, Johnson & Johnson, Lundbeck, Merck KGaA e UCB – si  sono coalizzate e stanno fornendo al nuovo consorzio le molecole più innovative sulle quali unire gli sforzi in termini di Ricerca & Sviluppo. L’alleanza, alla quale partecipano anche 23 università, enti di ricerca, organismi pubblici e gruppi non-profit, si è assegnata una durata di 5 anni: darà vita a una sorta di  collezione delle molecole più promettenti per la scoperta di farmaci innovativi; i target della ricerca che sarà sviluppata a partire dalle molecole condivise verranno individuati dalle farmaceutiche e dal mondo accademico.

Le sette Big Pharma conferiranno almeno 300mila composti chimici, mentre una raccolta di ulteriori 200mila molecole sarà garantita, congiuntamente, da università e aziende di piccole e medie dimensioni. Una parte fondamentale della European Lead Factory consisterà nella collaborazione con l’Innovative Medicine Initiative e lo European Screening Center, che dalle loro sedi, in Scozia e nei Paesi Bassi, si occuperanno della logistica e delle facilities a beneficio dell’attività di raccolta e monitoraggio delle molecole in regime di sharing.

Il budget complessivo del progetto è di circa 196 milioni di euro, di cui 80 milioni sono garantiti dal Settimo programma quadro per la ricerca della Commissione europea, 91 milioni dai contributi delle aziende partecipanti che sono membri della Efpia (European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations), e i restanti 25 milioni dai contributi degli altri membri aderenti che non sono membri Efpia.