Le Agenzie regolatorie internazionali per il coinvolgimento (vero) del paziente

Evento Aifa a Roma con Ema e Fda per chiedere che i malati siano al centro dei processi decisionali

Cresce la centralità del malato, ma senza trasparenza, informazione, rappresentatività e fiducia il processo di integrazione del paziente nelle politiche regolatorie e di assistenza farmaceutica sarà lungo. Questo il messaggio unanime delle Agenzie regolatorie internazionali che questa mattina si sono confrontate a Roma in occasione del convegno “Farmaci. Diritto di Parola”, organizzato da Aifa, che ha visto la partecipazione anche del Ministero della Salute, di Farmindustria, Assogenerici e della Fofi. che, come ha sottolineato il Presidente Sergio Pecorelli, sta avviando una politica che favorirà da una parte la conoscenza dei problemi e dall’altra coloro che devono usufruire dei servizi. Dall’Aifa all’Ema all’Fda, tutte le Agenzie hanno testimoniato che il dialogo con i cittadini è stato già avviato: si tratta di un coinvolgimento effettivo e non formale, ma ancora non si può parlare di partecipazione completa perché il malato non prende parte al processo decisionale sul rischio-beneficio di un farmaco.

“Oggi il passo successivo dell’Ema, che ha già favorito il coinvolgimento del paziente, è quello di rendere il malato partecipe del processo decisionale”, ha detto Guido Rasi, presidente dell’Ema, che ha poi concluso con una domanda: portare il valore dell’esperienza del paziente nella decisione regolatoria potrebbe cambiare qualcosa? Forse sì, ma deve cambiare l’approccio culturale e soprattutto si deve garantire più partecipazione e più informazione. L’obiettivo futuro è quello di passare dall’ascolto al diritto, garantendo i diversi livelli di partecipazione del malato: dall’informazione alla rappresentatività.