Sanofi, risultati 2012: utile netto -7%, pesano le scadenze brevettuali

Contraccolpi delle patent expiration anche nel primo semestre 2013, poi gli utili dovrebbero risalire

Scadenze a pioggia per i brevetti delle Big Pharma, occorrenza ineludibile che pesa sui margini delle aziende: ne ha risentito anche il colosso francese Sanofi, che ha registrato nel 2012 un utile netto in calo del 7% rispetto al 2011 (8,2 miliardi di euro), benché le vendite siano cresciute del 4,7%. I brevetti scaduti (soprattutto l’antiaggregante Palvix – clopidogrel – e l’antipertensivo Avapro – irbesartan) e la concorrenza dei competitor genericisti hanno impattato per 1,3 miliardi sull’utile 2012, e l’azienda prevede che nel primo semestre 2013 manderanno ancora in fumo 800 milioni di potenziali profitti. Ciò nonostante, per la fine del 2013 l’utile netto per azione (EPS) è previsto da stabile a in calo del 5%, una performance da non disdegnare a fronte del -6,8% registrato nel 2012; Chris Viehbacher, AD di Sanofi, ha confermato questo outlook, assicurando che gli effetti dei brevetti scaduti si faranno sentire solo nel primo semestre dell’anno in corso: “Benché i risultati finanziari nella prima metà del 2013 risentiranno dell’effetto residuo della perdita di brevetti chiave, ci aspettiamo di tornare a crescere nella seconda metà dell'anno”.

Sul valore del titolo Sanofi in Borsa hanno inciso, però, soprattutto i dati del quarto trimestre 2012: il fatturato è salito, impercettibilmente (+0,2%), a 8,5 miliardi di euro, ma l’utile netto è precipitato del 71,5%, attestandosi a 410 milioni. I mercati non hanno accolto bene questo annuncio, e Parigi ha penalizzato il titolo con ribassi che hanno superato il 4% in alcuni momenti della seduta di ieri, giovedì 7 febbraio.