Umberto Ambrosoli presenta il suo programma per la Sanità

L’incontro, con medici e ricercatori, al Teatro Litta di Milano

Di Francesca Lozito

Punto primo: la politica fuori dagli ospedali. Secondo: pubblico e privato possano convivere. Parte da qui il programma di Umberto Ambrosoli nell’ambito forse più delicato di tutti, quello della Sanità, prima voce di bilancio delle regioni italiane. Lo illustra il programma, assieme a coloro che hanno contribuito a scriverlo, medici e ricercatori, che affollano il teatro Litta di Milano.

Da Giorgio Lambertenghi Delliers del Policlinico a Ugo Pastorino dell’Istituto nazionale dei tumori, sono in molti coloro che con questa scelta di appoggiare apertamente la corsa di Ambrosoli a Palazzo Lombardia chiedono un segnale di discontinuità rispetto ad alcuni metodi di selezione dei dirigenti da una parte, ma dall’altra difendono un modello “binario” di gestione della medicina in regione.

 “Vogliamo – dice infatti Ambrosoli –  una sanità che non sia condizionata dalla corruzione come è stato in questi anni, che sappia fare i controlli degli enti accreditati, che sappia valorizzare le risorse del nostro straordinario personale medico”  e aggiunge che “pubblico e privato possono convivere,  la formula non è sbagliata, è l’utilizzo depravato della formula che è sbagliato e lo hanno pagato tutti i cittadini se non fosse stato per la straordinaria qualità di tutto il personale che opera nella sanità, oggi la situazione sarebbe stata peggiore”.

Rendere i ticket progressivi a seconda delle fasce di reddito è l’altro impegno che il candidato governatore si è preso di fronte alla prospettiva di crescita ulteriore dei ticket (il mancato rinnovo del Patto per la salute per il 2012 farà scattare nuovi ticket in tutte le regioni nel 2014, ndr).

Non vuole vende promesse elettorali Ambrosoli: "Nessuna ricetta pre-confezionata o specchietti
per allodole  – afferma – ma un percorso da fare assieme"  dice davanti alla platea del Litta. E aggiunge: "La malattia non deve essere un business: ci vuole meno burocrazia  nel pubblico e meno opportunismo e più sussudiarietà nel privato. La  vicenda di Santa Rita, insegna molto".

Altro punto già espresso dal candidato alla presidenza della Regione: la volontà di unire il sociale e il sanitario con l’obiettivo di andare a dare una risposta articolata a tutto l’universo delle cronicità e delle fragilità:  Nella "Sanità appropriata e di qualità – ha detto – non deve più esistere la frammentazione tra sanità, socio-sanitario e sociale".

Ambrosoli ha chiesto poi  "innovazione dei servizi e  responsabilizzazione delle gestioni, con una forte semplificazione  nell’organizzazione delle aziende sanitarie e ospedaliere del territorio,  introducendo strumenti di controllo più efficaci e momenti di verifica, ad  esempio annuali, e assemblee pubbliche in ogni ospedale, per condividere gli  esiti delle cure e i significativi successi di ricerca".