Come migliorare la qualità di vita dell’anziano?

Oggi,1 marzo, presentato a Roma lo studio“La prevenzione della disabilità negli anziani ad alto rischio funzionale: definizione e sperimentazione di strumenti'

Aumenta la speranza di vita nel nostro Paese e cresce il numero degli anziani non autosufficienti. Cosa fare per permettere ai servizi socio-sanitari di assicurare un livello di assistenza adeguato alla domanda? Il primo passo necessario è quello di ridurre il più possibile il periodo di dipendenza funzionale, attraverso interventi di prevenzione della disabilità volti a migliorare le condizioni di salute e di vita dell’anziano, nonché del contesto familiare e sociale in cui vive. Sul tema dell’anziano fragile si svolge oggi, 1 marzo, a Roma, presso il ministero della Salute, il convegno di presentazione della ricerca “La prevenzione della disabilità negli anziani ad alto rischio funzionale: definizione e sperimentazione di strumenti ed interventi”. Alla realizzazione dello studio su come prevenire i problemi dell'anziano, finanziato dal dicastero della Salute, hanno partecipato oltre all’Agenas, l’ARS toscana,la UO di Geriatria dell’Azienda sanitaria di Firenze, la cattedra di Gerontologia e Geriatria dell’Università di Firenze, la Società della Salute Fiorentina Sud-Est e la Società della Salute Valdichiana Senese.

I risultati della  ricerca hanno messo in luce una significativa trasformazione complessiva del modo di percepire ed affrontare l’invecchiamento. I dati delineano infatti con chiarezza uno scenario nel quale i modi di vivere e di percepire l’età anziana si modificano e si evolvono velocemente, anche se queste trasformazioni risentono della variabile territoriale, con un’articolazione che differenzia Nord e Sud, aree urbane e ad alta industrializzazione rispetto ad aree extraurbane, nonché zone montane, rurali, insulari o particolarmente disagiate.

Nel corso dello studio sono stati analizzati un insieme di fattori, dalle alterazioni biologiche età-dipendenti, a quelle legate agli stili di vita, fino alla malattie croniche e ai fattori sociali, che aumentano nell’anziano il rischio di compromissione dello stato di salute, con possibile esito in disabilità, istituzionalizzazione o decesso.

Evidenze scientifiche internazionali dimostrano inoltre che gli anziani, definibili fragili, possono essere identificati e, quando vengano messi in atto interventi specialistici mirati, mantenuti più a lungo in condizioni di buona autonomia funzionale, migliora la qualità della vita.  I risultati della ricerca e le analisi normative raccolte verranno presentate per essere condivise con altri progetti regionali relativi alla fragilità realizzati nelle Regioni Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia e Veneto e per promuovere interventi di prevenzione secondaria della disabilità nel contesto di tutti servizi socio-sanitari territoriali.

Per approfondimenti sul tema dell'anziano:

L'anziano, il dolore, la malattia e quel crescente bisogno di informazione

La salute dell'anziano e l'invecchiamento in buona salute (Hps – Books)

Decalogo Healthy Ageing (Hps – Books)

Chiusura dell'anno europeo per l'invecchiamento in buona salute