Alzheimer, emergenza globale

Usa, raddopieranno i 5 milioni di malati di demenza in meno di 20 anni e i costi saliranno a 1 trilione di dollari l'anno. In Italia un milione e 100mila casi

"Bisogna trovare una cura" ha detto il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama che, dopo aver presentato il National Alzheimer's Plan (Nap), ha assicurato 120 milioni di dollari da investire in ricerca sull'Alzheimer più 26 dedicati al sostegno dei 15 milioni di care giver che si occupano delle persone che convivono con questa malattia. Oltre alla ricerca di nuove cure è fondamentale la diagnosi precoce, tema della "Settimana mondiale del cervello" al via sul territorio nazionale dal prossimo lunedì 11 marzo.

I numeri pubblicati nel documento Oms 2012 "Dementia: a public health priority" parlano chiaro: il principale problema di salute pubblica, le demenze, da qui a venti, trent'anni riguarderà 116 milioni di persone sopra i 60 anni con Alzheimer nel 75% dei casi o qualche altra forma di demenza, per lo più residenti nei paesi a basso e medio reddito. Risparmiata l'Africa. “Assisteremo a un esplosione dei casi nei paesi emergenti, i "Bric" (Brasile, Russia, India, Cina) anche se un incremento ci sarà ovunque legato all'allungamento dell'aspettativa di vita e all'arrivo dei baby boomer, i nati tra il 1946 e il 1964, nell'età anziana nei paesi occidentali – sostiene Giovanni Frisoni, IRCCS di Brescia – ma anche al mutare delle condizioni economiche e dello stile di vita nei paesi in via di sviluppo”.

L'Italia, in ottava posizione subito dopo la Francia, fa parte dei 9 paesi con il maggior numero di persone con demenza, si tratta circa di un milione e 100mila pazienti dei quali mezzo milione con Alzheimer, sono un grosso problema perché il paese invecchia velocemente e perché, come ha sottolineato Marco Trabucchi, Presidente dell'Associazione italiana di psicogeriatria, si tratta di malati affidati a 800 mila badanti, un microwelfare precario sostenuto dalle famiglie sempre più provate dalla crisi economica.