Pensare globale per l’accesso al farmaco

Lo sviluppo di prodotti innovativi da commercializzare a livello mondiale (e le figure professionali necessarie) nell’intervista a Stefan Kilian, responsabile del Corporate Market Access, Pricing and HEOR di Boehringer Ingelheim.

La sostenibilità, parola cara a tutti i sistemi sanitari, nasce da modelli che sappiano coniugare il valore clinico del farmaco a quello economico.
Il mondo dell’industria si attiva e pensa a nuove figure professionali capaci di pensare global, un ottimale interlocutore delle istituzioni (payer), capace di creare l’accesso al farmaco innovativo. Nell’intervista a Stefan Kilian, alla guida del Corporate Market Access, Pricing and HEOR della tedesca Bohering Ingelheim le sfide e le opportunità di queste professioni emergenti.

Data l’ampia gamma di differenze tra i sistemi sanitari dei vari Stati e le peculiarità che ne derivano in termini di accesso al mercato, che tipo di sostegno potrebbe venire agli affi liati da una funzione di global market access, e quali sono le sfide principali quando si tenta di conciliare una strategia globale con le necessità locali?

Sono perfettamente d’accordo sul fatto che i requisiti per l’accesso al mercato differiscano da stato a stato; in alcuni Paesi addirittura vi sono requisiti differenti nelle singole Regioni. Per poter far fronte correttamente alle diverse necessità di clienti diversi nel settore del market access (che spesso chiamiamo anche “payer”), dobbiamo ascoltare con attenzione ed essere sufficientemente flessibili da offrire le soluzioni migliori e soddisfare ogni necessità.  Ma c’è un fattore cui tutti i payer del mondo danno uguale importanza: tutti vogliono che i soldi siano ben spesi. Ciò implica che dobbiamo dimostrare il valore dei nostri (nuovi) prodotti rispetto a terapie consolidate (meno recenti) e aiutare i payer ad rendere disponibili questi nuovi medicinali in un contesto di risorse limitate.

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