Asis: da Pisa la farmaceutica dopo il tramonto dei blockbuster

Paesi emergenti, specialistica e generici i driver della crescita. I protagonisti del settore pharma italiano a Pisa al convegno Asis 'Innovare per crescere'

 “Il mercato mondiale mantiene tassi di crescita interessanti e nel 2016 dovrebbe toccare il valore di 1.200 miliardi di dollari. A sostenere la crescita saranno principalmente i mercati emergenti, la farmaceutica specialistica e il segmento dei generici. Le Big Pharma dovranno adeguarsi a un ecosistema sempre più complesso”. E' quanto dichiarato da Sergio Liberatore, General Manager Ims Health, a “Innovare per Crescere”, il convegno in corso in questi giorni a Tirrenia (Pisa), organizzato dall’Associazione Studi sull’Industria della Salute (Asis), col patrocinio della Provincia, del Comune e dell'Università di Pisa , del distretto toscano delle Scienze della Vita e delle principali associazioni di settore: Farmindustria, Assobiotec, Assogenerici, Aschifarma, Federfarma, Federsalus e Pharmintech

Secondo le stime Ims la Cina, tra il 2015 e il 2016, diventerà il secondo mercato mondiale dopo gli Stati Uniti; il Brasile si attesterà al quarto posto e Russia e India saranno nelle prime dieci posizioni. L’accesso alle cure in questi Paesi con più ampi strati di popolazione a reddito medio-basso supporterà lo sviluppo dei generici che continueranno a crescere anche nei mercati maturi. Ma la vera rivoluzione è rappresentata dalle aree specialistiche dove cresceranno i prodotti branded

La crescita del mercato è legata a una maggiore complessità, avverte Liberatore: “è finita l’epoca del blockbuster, oggi le aziende dovranno lanciare tanti sub prodotti, o mini blockbuster, e sempre con maggiore frequenza. Non sarà un processo facile, ma nello scenario attuale è necessario ripensare le strategie di marketing”.

Anche in Italia, dove il mercato farmaceutico ha chiuso nel 2012 a 18,2 miliardi di euro, con una riduzione del fatturato a -0,83%, e dove il canale farmacia ha espresso una flessione a -5,3 % (la più marcata degli ultimi dieci anni), il volto delle pharma sta cambiando. L’equilibrio per le aziende top ten del settore farmaceutico si sta trasformando, soprattutto a fronte dei recenti risultati: nel 2004 le farmaceutiche assorbivano il 51% del mercato, nel 2012 sono scese al 47%.

In questo scenario da dove ripartire? Secondo i protagonisti del mondo farmaceutico italiano, che al convegno pisano hanno sottolineato l’importanza di iniziare a far rete e lavorare insieme, è necessario puntare sui settori a maggior contenuto di innovazione, scommettere sulla ricerca privata, internazionalizzare, investire nella chimica green, favorire nuovi business model, restare attrattivi e garantire regole certe, chiare e trasparenti.

Non è più rinviabile inoltre un cambio di relazioni e nuovi partnerariati. Secondo il direttore medico di GlaxoSmithKline, Giuseppe Recchia,  imprese, università, enti regolatori, Fondazioni e charity italiani devono condividere le conoscenze prodotte dal sistema Italia e e agevolare il trasferimento verso il farmaco, collaborando con la rete e il patrimonio globale di competenza ed esperienza dell’impresa pharma internazionale”.

Il dibattito su come tornare a crescere resta aperto, come evidenziato anche dal Presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, che ha concluso il suo intervento al convegno lanciando una domanda: “L’Italia sta andando verso una crescita contenuta o una decrescita felice?”. Dalla platea nessuna risposta ma è arrivato un invito, da parte di Ornella Barra (Chief Executive Pharmaceutical Wholesale Division di Alliance Boots) a un minore individualismo e maggiore ottimismo e pragmatismo per valorizzare la creatività in Italiae tornare a crescere .