Aleotti (Farmindustria): nessun risparmio per Ssn da prescrizione per principio attivo

L'intervento alla 3°conferenza 'Farmaci a brevetto scaduto: i problemi irrisolti e la soluzioni proposte' organizzata dalla Sif con il patrocinio di Sifo e Aiom

"L'obbligo della prescrizione per principio attivo, previsto dalla Spending Review , non ha effetti per la spesa pubblica in quanto il Sistema sanitario Nazionale provvede già a rimborsare il farmaco a prezzo più basso così come stabilito dalla Legge 405/2001". E' quanto dichiarato da Lucia Aleotti, VicePresidente di Farmindustria, nell'intervento di apertura della Terza conferenza "Farmaci a brevetto scaduto: i problemi irrisolti e la soluzioni proposte", organizzato dalla Società italiana di Farmacologia (Sif), con il patrocinio di Sifo (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie) e Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica),  in corso oggi, 5 aprile, a Milano. "La modalità di prescrizione per principio attivo è oggi obbligatoria solo in quattro altri Paesi europei (Portogallo, Estonia, Lituania e Cipro), che rappresentano il 4% della popolazione Ue, mentre nei restanti Stati è prevista ma non obbligatoria".

Guardando al mercato invece "i farmaci a brevetto scaduto rappresentano oggi il 91% delle confezioni vendute, delle quali il 63% è rappresentato dai farmaci di marca  a brevetto scaduto e il restante 21% dai generici". La spesa pubblica per medicinali in farmacia in Italia "è inferiore del 26% a quella negli altri Paesi, non per una limitazione nelle prestazioni erogate ma perché i prezzi in Italia sono tra i più bassi nell’Ue".

Situazione diversa invece per il mercato dei nuovi farmaci dove l'Italia si posiziona al di sotto degli standard Ue: -32% delle vendite 2012 in euro procapite rispetto alla media Ue. "E' necessario dare una spinta al settore farmaceutico e favorire l'ingresso dei nuovi farmaci – continua Lucia Aleotti – " Da venti anni il Governo sottolinea che il settore farmaceutico è strategico ma non ci sono stati fatti". "E' necessario affermare il valore del farmaco globalmente, non solo per la salute del paziente" sottolinea il Presidente della Sif, Pier Luigi Canonico.