P.A. e spesa sanitaria: le richieste delle Regioni sul Decreto ‘sblocca debiti’

Presentati ieri, in Conferenza delle Regioni, gli emendamenti al decreto “Sblocca debiti” in vigore dall’8 aprile

Ieri, giovedì 11 aprile, in sede di Conferenza Unificata, le Regioni hanno reso al Governo il loro parere relativo al decreto legge approvato in Cdm lo scorso 6 aprile – in vigore dall’8 – che ha sbloccato il pagamento dei debiti delle Pubbliche amministrazioni  verso professionisti e imprese, programmando un’erogazione complessiva di 40 miliardi di euro, 14 dei quali destinati al settore sanitario.

Il documento, illustrato anche alla Camera, in audizione, di fronte alla Commissione speciale per l’esame degli atti di Governo, contiene una serie di emendamenti volti a migliorare il provvedimento che, nel quadro di risanamento dei conti pubblici, andrebbe a ridurre “le sofferenze di imprese e soggetti che vantano crediti nei confronti della P.A.”. Le osservazioni presentate hanno tenuto in particolar conto la delicata situazione creata dalla spesa sanitaria.

 

Innanzitutto, è stata evidenziata la necessità di rendere compatibili le procedure previste dalla legislazione vigente con le nuove modalità d’azione introdotte dal decreto-legge; armonizzare, dunque, quanto prodotto ad oggi dai programmi di stabilizzazione finanziaria e piani di rientro intrapresi dalle Regioni in disavanzo per la spesa sanitaria e la liquidità derivante dall’attuazione delle recenti disposizioni. Tale concordanza consentirebbe di non allentare o addirittura vanificare l’efficacia prodotta dagli interventi di razionalizzazione della spesa finora attuati.

È stata rilevata, pertanto, l’esigenza di “reingegnerizzare” la regolazione dei flussi di cassa dal Governo, dunque ridefinire il processo di erogazione dei fondi a livello centrale verso gli enti territoriali, Asl e aziende ospedaliere.

Soprattutto, sono stati proposti correttivi finalizzati ad una semplificazione delle procedure che consenta all’ente Regione e alle aziende sanitarie di definire con chiarezza i crediti (certificati) che rientrano nella procedura di liquidazione e l’iter stesso di erogazione dei fondi, nei dettagli relativi a modalità attuativa e tempistica.

È indispensabile – secondo le Regioni – arrivare in tempi strettissimi alla conversione del decreto, che porti quanto prima alla liquidazione dei pagamenti previsti.