Poliomielite, la Fondazione Bill&Melinda Gates dona 1,8 mld di dollari

Al Global Vaccine Summit di Abu Dhabi, un piano di vaccinazione globale e l’impegno a debellare la polio

La Fondazione Bill & Melinda Gates donerà 1,8 miliardi di dollari alla lotta globale alla poliomielite, uno stanziamento annunciato lo scorso 25 aprile in occasione del Global Vaccine Summit di Abu Dhabi e che si inserisce – apportando un terzo dei fondi necessari – nel Piano d’azione 2013-2018 messo in campo dall’Oms per l’eradicazione definitiva della malattia nelle tre varianti infettive esistenti.

Malgrado i successi raggiunti negli ultimi anni nel campo delle vaccinazioni e la drastica riduzione dei casi ottenuta grazie allo sforzo globale per il debellamento della patologia, il 2012 ha registrato 223 episodi di polio nelle ultime “roccaforti” dell’Afghanistan, della Nigeria e del Pakistan. La poliomielite, dunque, mina ancora la salute globale, con rischi epidemiologici significativi. Verrà pertanto adottato un piano messo a punto dalla World Health Assembly volto all’eradicazione definitiva della patologia e ad una copertura vaccinale minima del 90% per le principali malattie endemiche. Questo il focus del vertice svoltosi al centro della Settimana Mondiale dell’Immunizzazione proclamata dall’Oms dal 20 al 27 aprile.

“Questo non è solo un piano di eradicazione della polio, ma un piano di vaccinazione globale che ha come obiettivo di porre fine alla poliomielite, migliorando al contempo gli sforzi per proteggere tutti i bambini, compresi i più vulnerabili, con i vaccini salvavita”, ha dichiarato Bill Gates all’annuncio della donazione, facendo seguito al Segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon, che ha affermato: “La vaccinazione è uno dei mezzi più efficaci ed economici per proteggere le giovani vite e il successo ottenuto con la polio ci mostra quanto lontano possiamo andare”. Queste le proiezioni presentate dagli esperti: venti milioni di morti in meno entro il 2020, 12 miliardi di dollari di risparmi e 800 miliardi di vantaggi economici per le Nazioni, grazie a vite più lunghe e sane, e quindi più produttive.