Pierrel: una biotech per andare verso il futuro

L’accordo dell’azienda italiana con Mondobiotech apre le porte a un ragionamento innovativo: un algoritmo per guardare “vecchie realtà con occhi nuovi”.

Dal numero 108 di AboutPharma and Medical Devices di maggio

 

La notizia è di poche settimane fa: Pierrel Research International e gli svizzeri di Mondobiotech hanno iniziato un cammino di accordo e integrazione. L’operazione prevede che Pierrel Spa sottoscriva l’aumento di capitale dell’azienda elvetica (una delle più interessanti biotech svizzere, attiva in ambito sarcomi, ipertensione e malattie polmonari; è quotata a Zurigo) attraverso il conferimento dell’intero capitale sociale di Pierrel Research International. Dietro l’operazione c’è il gruppo Petrone, il fondatore Carmine e i figli Raffaele, Massimo e Pierluigi, terza generazione di una famiglia campana di farmacisti con il pallino del business, azionisti di riferimento di Pierrel. “Noi interpretiamo una classica e preziosa storia di famiglia”, racconta Raffaele ad AboutPharma and Medical Devices. “Mio nonno Raffaele nel 1898 partì con una farmacia in provincia di Avellino e dopo la Seconda Guerra Mondiale decise di andare a Napoli. È qui che mio padre decise prima di seguirne le orme e poi, grazie all’incontro con Achille Lauro, di iniziare con l’esportazione di farmaci fornendo le navi della compagnia e facendo poi trading  farmaceutico”. Una storia di famiglia che ha portato il gruppo Petrone verso i 500milioni di fatturato, mentre Pierrel – controllata dal gruppo, con Canio Mazzaro come presidente e Raffaele Petrone come Ad – ha chiuso il 2011 con 47,3 milioni di consolidato suddivisi nelle tre divisioni di ricerca clinica, manifacturing e registrazione. In particolare la Pierrel Research, con sede nei pressi di Zurigo, è la protagonista dell’accordo con Mondobiotech. Una integrazione che spinge sempre più l’azienda italiana sullo scenario internazionale. E che, come illustra Petrone, potrà avere delle ricadute di business particolarmente innovative…

Dottor Petrone, come sta procedendo l’affare Pierrel-Mondobiotech?

Siamo messi bene. Sono molto contento del percorso fatto e della ormai possibile definizione dell’operazione. Dall’annuncio, il titolo Mondobiotech si è notevolmente apprezzato e mantiene interesse nel tempo, a dimostrazione che gli investitori credono nell’insieme del progetto. È un punto di arrivo per Pierrel Research, che diventando una quotata svizzera si affranca in modo definitivo dalla madre. E allo stesso tempo è un punto di partenza per la nuova entità, perché probabilmente permetterà di vedere lo stesso mondo con occhi nuovi. E io credo molto nell’ipotesi di guardare diversamente le cose già sapute.

Perché questa operazione da parte di Pierrel e del gruppo Petrone?

In Mondobiotech abbiamo trovato una strada molto interessante da percorrere perché abbiamo colto in questa biotech un importante vantaggio competitivo. Mi spiego: tutte le realtà di ricerca esistenti, da Quintiles in poi, hanno un modo simile di lavorare, molto standardizzato perché ci sono leggi e regole forti da parte delle agenzie e dei ministeri. Noi come Pierrel Research vorremmo provare a fare con Mondobiotech un percorso sostanzialmente nuovo partendo dalla considerazione – forse ovvia – che il cervello umano funziona bene quando mette in relazione pochi parametri, mentre un pc è in grado di incrociare utilmente tanti parametri. Ecco: in Mondobiotech abbiamo visto il valore specifico dell’attività di Ruggero Grammatica, Chief executive officer dell’azienda svizzera, che ha creato un algoritmo che permette di lavorare su un numero immenso di parametri. Quella è la vera competitività.

Nel concreto, quale risultato vi attendete?

L’algoritmo di Mondobiotech permette – una volta riempite le basi dati – di registrare interazioni tra farmaci e patologie non evidenti in precedenza. Questo significa lavorare per il futuro sia in termini di ricerca che in termini di sostenibilità…

Ci spieghi..

Abbiamo tutti un problema evidente: il mondo non ha più soldi e non si sa chi oggi paga i costi della Sanità e della ricerca. Di conseguenza con Ruggero Grammatica ci siamo resi conto che c’è un serbatoio immenso di molecole da rivisitare con ottiche nuove. Prendiamo il Viagra: sviluppato per l’ipertensione aveva effetti collaterali evidenti. Allora ci siamo detti: prendiamo gli abstract di migliaia di molecole e di studi clinici, facciamoli digerire al pc con il nostro algoritmo e proviamo a capire le relazioni molecola-patologia-terapia che il cervello umano oggi non può afferrare.