Biosimilari: mercato mondiale +20% nel 2013. Il 2% dei biologici

Atteso a 2,5mld di dollari il mercato dei biosimilari (+20%) nel 2013. Biosimilari il 57% degli anticorpi monoclonali e insuline nel 2023. Lo studio Visiongain

Il mercato mondiale dei farmaci biosimilari raggiungerà un valore di 2,44 miliardi di dollari nel 2013, con una crescita di oltre il 20% rispetto all’anno 2012 ed una fetta pari a circa il 2% del mercato complessivo dei farmaci biologici.

La stima è contenuta in un nuovo studio di Visiongain, che prevede, inoltre, una rapida espansione di questi prodotti al 2023, guidata da lanci in tutto il mondo, con un picco in Europa e negli Stati Uniti. La crescita più rapida sarà quella relativa ad anticorpi monoclonali e insuline biosimilari, che, secondo Visiongain, entro il 2023 rappresenteranno il 57% delle copie dei farmaci biologici.

Già nel 2014  atteso il lancio in Europa di molti biosimilari, come le versioni low cost di Rituxan (rituximab) di Roche – l’anticorpo monoclonale che ha aperto la via alla generazione di anticorpi monoclonali attivi nel trattamento di differenti forme di tumore – e di Herceptin (trastuzumab), sempre a marchio Roche, e di Remicade (infliximab) di Johnson & Johnson-Merck & Co, anti- TNF, impiegato nel trattamento di malattie infiammatorie quali artrite reumatoide, artrite psoriasica, spondilite anchilosante, psoriasi e colite ulcerosa.

Una costante crescita sarà registrata anche per altri segmenti del mercato, come le eritropoietine biosimilari, già disponibili in Europa, Giappone ed in altri mercati sviluppati, ma che finora hanno realizzato ricavi limitati rispetto ai loro farmaci biologici di riferimento. Crescita più lenta è prevista, invece, per il segmento relativo ai biosimilari dell’ormone umano della crescita.

Come evidenziato da Richard Lang, analista del mercato farmaceutico di Visiongain, molte aziende sono interessate a entrare nel mercato dei biosimilari non solo per le ottime proiezioni di un segmento fruttuoso e in crescita, ma anche perché la modalità di lancio di dei biosimilari per molti aspetti è più semplice rispetto allo sviluppo di nuove molecole.

Negli ultimi anni, colossi come Pfizer, Merck & Co. e Boehringer Ingelheim hanno investito in questo settore, che tuttavia non è privo di rischi: “Biologici e biosimilari sono grandi molecole complesse che richiedono un processo di sviluppo e produzione lungo e costoso”, precisa Lang. Non è detto, dunque, che tutti i programmi di sviluppo delle grandi multinazionali avranno successo.