Biosimilari: Farmindustria e AssoGenerici concordi sul “primato” dell’Aifa

Le due associazioni di categoria plaudono alle sentenze del Tar dell'Umbria: giusto che spetti solo all'Agenzia stabilire l'equivalenza terapeutica tra farmaci

Un plauso per due. Farmindustria e AssoGenerici unite nel lodare il Tar dell'Umbria, che, il 26 aprile scorso, è intervenuto in tema di farmaci biosimilari, sancendo che il compito di stabilire l'equivalenza terapeutica tra i medicinali spetta solo all'Aifa. Le due sentenze del Tribunale amministrativo umbro, in sintesi, negano la possibilità di indire gare regionali che stabiliscano l'equivalenza terapeutica tra farmaci indipendentemente dalle valutazioni della Commissione Tecnico Scientifica dell'Agenzia italiana del farmaco.

Seppur su un diverso terreno, il concetto trova conferma anche in due sentenze emesse dal Tar del Lazio in data 9 maggio, secondo cui i farmaci biotecnologici non possono essere assimilati agli “originator”, poiché i primi sono ottenuti dalla elaborazione di cellule viventi e, dunque, dotati di elementi di unicità, non trasferibili da un laboratorio ad un altro.

Come detto, il riconoscimento del “primato” dell'Aifa ha raccolto il consenso sia di Farmindustria che di AssoGenerici. “L'auspicio è che le Regioni – così come previsto anche dal Decreto Crescita del 2012 – si attengano in tema di equivalenza terapeutica alle motivate e documentate valutazioni espresse da Aifa”, ha sottolineato Farmindustria.

A catena è arrivata anche la nota di AssoGenerici: “Questa posizione, evidentemente condivisa, apre la strada alle liste di trasparenza anche per i farmaci biotecnologici. I produttori di biosimilari non potrebbero sperare di meglio”.