CERMES Bocconi-Telecom: il paziente italiano vorrebbe una “sanità digitale”

Prenotazioni, ticket e accettazione virtuali. Internet è “parte attiva del processo di cura” per l’indagine del CERMES sui pazienti del Niguarda

È un “paziente 2.0” quello che emerge dalla ricerca del CERMES (Centro di Ricerca su Marketing e Servizi) dell’Università Bocconi di Milano, condotta in collaborazione con Telecom Italia, che ha raccolto i dati sulle modalità di utilizzo e la soddisfazione rispetto ai servizi elettronici per la salute degli utenti dell’azienda Ospedaliera milanese Niguarda.

Un bilancio tutto a favore della rivoluzione digitale in sanità, che segue la scia degli importanti risultati emersi dal Report dell’Osservatorio ICT del Politecnico di Milano, secondo il quale la digitalizzazione sarebbe “la chiave della sostenibilità economica del sistema sanitario”, potendo apportare al Paese benefici per un risparmio di circa 15 miliardi di euro l’anno (115 euro pro- capite). Risultati raggiungibili grazie a una serie di misure “digitali”: deospedalizzazione di pazienti cronici, introduzione della cartella clinica elettronica, dematerializzazione dei referti e delle immagini, gestione informatizzata dei farmaci, download dei documenti clinico-sanitari via web, prenotazione online delle prestazioni.

Il paziente dell’indagine CERMES chiede nuove opzioni di accesso diretto ad informazioni sanitarie autorevoli, personalizzate ed immediatamente utilizzabili grazie alle potenzialità di internet, ed inoltre migliori opportunità di relazioni dirette ed informali con le strutture ed i professionisti sanitari e la possibilità di espletare “virtualmente” le pratiche sanitarie correlate alle cure, quali prenotazioni delle visite, pagamento del ticket ed iter di accettazione.

A margine della presentazione dei risultati della ricerca, gli esperti sottolineano come “la programmazione dei servizi sanitari non possa più prescindere dalla conoscenza dei nuovi driver di valore dei cittadini-pazienti”, da considerare oggi “a tutti gli effetti parte attiva del processo di cura”.

Esiti positivi sono stati registrati dall’indagine, secondo quanto dichiarato dai cittadini intervistati, che hanno espresso globalmente un elevato livello di soddisfazione nei confronti delle prestazioni e dell’esperienza. Quanto ai dati riguardanti l’utilizzo della posta elettronica, essa è stata veicolo di interazione con l’azienda solo per il 7,7% dei pazienti ambulatoriali e per il 10,8% dei degenti. I dati raccolti mostrano, inoltre, un’elevata diffusione di tablet e dispositivi mobili (il 57% del campione si è dichiarato possessore di uno smartphone, con un’età media dei possessori di circa 40 anni) ed un’indubbia rilevanza attribuita dai pazienti all’offerta di servizi tramite questi strumenti. In scala da 1 a 7, è stata registrata una media di valori superiore al 5. Nello specifico delle preferenze espresse e nell’ordine, i “pazienti 2.0” vorrebbero in primis poter “effettuare prenotazioni tramite mobile”; seguono: poter “effettuare l’accettazione sul web”, “pagare il ticket dal proprio dispositivo mobile”, “scaricare e visualizzare il referti” sul cellulare ed infine “essere orientati all’interno della struttura sanitaria mediante le app dello smartphone”. Per la ricerca sono stati selezionati e coinvolti tre campioni: 737 pazienti dell’area ambulatoriale, 861 pazienti dell’area degenti e 1.210 cittadini-pazienti cui sono state date credenziali di accesso al sito web dell’Azienda Ospedaliera Niguarda.