Generici e Biosimilari: il modello Campania per risparmi di un miliardo

Dalla Legge campana, risparmi superiori a quelli generati dalle norme dell’Aifa. Dal Centro Studi di AssoGenerici cifre importanti

La nuova Legge regionale della Campania, volta ad incentivare il ricorso ai farmaci generici e biosimilari, “consente in prospettiva di ottenere risparmi anche superiori a quelli ottenibili dall’applicazione delle indicazioni dell’Aifa”, non soltanto nella garanzia della “compatibilità economica dell’assistenza farmaceutica territoriale e ospedaliera”, ma percorrendo “una strada differente da quella del razionamento delle prestazioni”. Questo il commento del vicepresidente di AssoGenerici, Francesco Colantuoni, relativo ai dati elaborati dal Centro Studi di AssoGenerici sulla normativa – che favorisce la prescrizione dei generici in quanto farmaci “di pari efficacia terapeutica a minor costo” – fissata in un decreto lo scorso 15 marzo dal Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, quale Commissario ad acta per la prosecuzione del Piano di rientro del settore sanitario. “In un momento in cui si attacca indistintamente il federalismo sanitario”, dalla Campania giunge un esempio positivo di quello che esso può fare “se inteso come un’occasione per battere nuove strade”, “sarebbe dunque il caso di guardare con attenzione alle iniziative che vengono, per così dire, dalla periferia, metterle al centro della discussione e valutarne la generalizzazione”. Secondo i dati emersi dall’indagine del Centro Studi AssoGenerici, applicando alla spesa campana le regole introdotte dalla legge su cinque classi terapeutiche – quelle a maggior spesa-, si dovrebbe ottenere un risparmio di 95 milioni annui, superiore a quello ottenibile applicando gli indicatori dell’Aifa a 18 classi terapeutiche, pari a 83,8 milioni. L’applicazione degli obiettivi campani su base nazionale indurrebbe un risparmio di 767 milioni. Colantuoni evidenzia, inoltre, i risparmi (25 milioni annui) che si otterrebbero se si applicasse a tutte le regioni italiane la proporzione di ricorso al biosimilare rilevata in Campania. “E tutto questo – conclude – salvaguardando il diritto del paziente a proseguire la terapia con l’originatore con cui aveva iniziato e limitandosi all'impiego diretto soltanto nei pazienti naïve, cioè non trattati in precedenza”. I dati emersi dall’applicazione della norma regionale sui farmaci generici, accanto al record raggiunto dalla Campania nei primi tre mesi del 2013 nella riduzione dei tempi di pagamento delle forniture sanitarie, reso noto dalla Cgia di Mestre sulla base dei dati di Assobiomedica, confermano che “siamo i migliori in Italia”, secondo “un trend che interessa tutta la spesa sanitaria regionale”. Ha così commentato Stefano Caldoro, proseguendo: “Abbiamo raggiunto il pareggio di bilancio, abbiamo ridotto i tempi di attesa dei pagamenti. Abbiamo insomma qualificato la spesa. Una buona spesa, una spesa di qualità è la migliore garanzia per una buona sanità”. E ha concluso: “E’ così che si migliora la qualità delle prestazioni per i cittadini. Nessuno può pensare di migliorare l'offerta senza mettere ordine nei conti e garantire i pagamenti. Chiediamo ora che questo sforzo venga riconosciuto dal Governo con più fondi alla Campania da sempre penalizzata”.