Dagli ospedali il cibo per i poveri

Il progetto del ministero della Salute per recuperare i pasti ospedalieri in eccesso

Destinare i pasti ospedalieri che non vengono consumati nelle strutture sanitarie a chi, da solo, non ce la fa più. È il progetto del ministero della Salutein favore dei quasi due milioni di poveri assistiti ogni giorno dal Banco alimentare attraverso gli 8.600 centri caritativi convenzionati.

La proposta nasce dalla considerazione che negli ospedali italiani circa il 40% dei pasti distribuiti ai pazienti finisce tra i rifiuti, ed è stata annunciata ieri, 23 maggio, dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Accolto con favore dalle strutture ospedaliere, che in molti casi sono già pronte ad aderire o che, come le Molinette di Torino, già ci avevano pensato, il progetto sembra già in rampa di lancio.

In Italia il prezzo del vitto per un giorno di degenza può variare, a seconda dei bandi di gara fatti dalle singole Asl, dai 12 ai 18 euro, con un prezzo medio, quindi, di 15 euro, che moltiplicato per il numero delle giornate di degenza stimate dal rapporto del ministero della Salute sulle attività di ricovero 2010 (70,7 milioni, a fronte di oltre 11 milioni di ricoveri), si arriva quasi al miliardo di euro. “Un progetto condivisibile – ha commentato Aldo Morrone, Direttore generale del San Camillo-Forlanini di Roma – poiché ogni giorno vengono buttate nella spazzatura grandissime quantità di cibo. Vanno comunque riviste le forniture all'interno degli ospedali, anche per migliorare la qualità del cibo ai pazienti”.