Bausch & Lomb: quale affare per Warburg Pincus?

La società di private equity incassa a seguito del deal circa il triplo del suo investimento iniziale

La vendita di Bausch & Lomb? Per certi versi un affare d’oro per i Fondi di Warburg Pincus. La società di private equity aveva acquistato l’azienda focalizzata sull’oftalmologia nel maggio 2007, sfruttando il picco del leveraged buyout. Ieri, accettando l'offerta di 8,7 miliardi di dollari da parte di Valeant per l’acquisizione di Bausch, Warburg – alla quale vanno poco più di 5 miliardi, oltre a 700 milioni di dividendi maturati all’inizio di quest’anno – ha incassato circa tre volte l’investimento netto effettuato nel 2007. Valeant paga infatti 12 volte il flusso di cassa di Bausch stimato nel 2013, che si dovrebbe aggirare attorno ai 720 milioni di dollari.

 

Ma il concetto di “affare”, si sa, ha un valore relativo: il tasso interno di rendimento ottenuto da Warburg Pincus a seguito della cessione di Bausch & Lomb – attualizzato computando la perdita di interessi dovuta all’investimento iniziale – è del 20% circa, pari al livello minimo di rendimento nelle operazioni di private equity.

Il deal Bausch & Lomb rappresenta un caso fortunato, per Warburg, da un altro punto di vista: la settimana scorsa Warner Chilcott, produttore di specialità farmaceutiche, ha accettato di essere acquisita dalla genericista Actavis per 5 miliardi di dollari; ma la setssa Actavis era un obiettivo di Valeant Pharmaceuticals (divenuta acquirente di Bausch), che solo dopo la chiusura dell’accordo fra Actavis e Warner Chilcott ha appuntato la propria attenzione sull’eye care  di Bausch & Lomb. Insomma, se il deal fra Actavis e Warner Chilcott non fosse giunto al closing, forse Warburg non sarebbe riuscita a vendere Bausch, e il suo rendimento netto del 20%, tanto o poco che sia, a quest’ora sarebbe stato ancora in balia del mercato, che di questi tempi sembra promettere sempre di più di quello che mantiene. Per questo, chiosa il Financial Times, “forse Warner Chilcott riceverà in dono un cesto di frutta da Warburg Pincus”.