Medici statunitensi, nel 2012 un miliardo di dollari dalle farmaceutiche

Rapporto pubblicato dal Financial Times: l'imminente entrata in vigore del Sunshine Act induce le aziende a rivelare gli investimenti destinati ai prescrittori

Record, negli stati Uniti, per gli investimenti destinati ai medici da parte dell’industria farmaceutica: secondo i dati raccolti per il Financial Times  dalla società di consulenza PharmaShine, le farmaceutiche avrebbero speso per influenzare i prescrittori statunitensi un miliardo di dollari. Una cifra vertiginosa e in controtendenza rispetto alla corsa al risparmio che la crisi sta imponendo al settore, un boom che gli osservatori del giornale economico britannico spiegano con l’imminente entrata in vigore del Sunshine Act, la legge sulla trasparenza che impone alle aziende Pharma di rendere pubblici gli investimenti destinati ai medici americani. La crescita della spesa per l’ “influenza” sui prescrittori sarebbe quindi giustificata dal fatto che “diverse aziende farmaceutiche stanno rivelando per la prima volta i propri investimenti destinati ai medici”.  

I denari spesi per incrementare l’ascendente delle farmaceutiche sui prescrittori americani andrebbero, secondo PharmaShine, a oltre mezzo milione di medici: Merck è in cima alla classifica con 226 milioni di dollari destinati ai medici nel 2012, seguita da vicino da altre due farmaceutiche statunitensi: Eli Lilly, con  219 milioni, e Pfizer, con 162 milioni di dollari.

 

La spesa destinata ai medici nel 2012 è stata sostenuta in modo decisivo da Merck e Novartis, in quanto per la prima volta, l'anno scorso, queste due aziende hanno fornito dati completi. Hanno cooperato al picco registrato nel 2012 anche AbbVie, Forest e UCB, che naturalmente hanno comunicato per la prima volta i propri investimenti per i prescrittori.

Il dato 2012, peraltro, finirà per lievitare sensibilmente, perché il Sunshine Act  non è ancora entrato in vigore e pertanto Sanofi, Roche, Bayer e Amgen hanno rifiutato di rivelare i propri investimenti destinati ai medici nello scorso anno.

Il denaro speso per i prescrittori è indirizzato a diverse attività,  da iniziative di semplice intrattenimento alla consulenza, passando per la formazione e la ricerca: alcuni di questi scopi sono additati dai critici come elementi potenzialmente capaci di alterare il giudizio dei medici al momento della prescrizione.