La scarsa cultura scientifica nazionale permette il diffondersi di mistificazioni

Per Enrique Hausermann, Assogenerici, e` fondamentale trovare il punto di equilibrio tra la correttezza delle informazioni e la loro comprensibilità

Dal numero 109 di AboutPharma and Medical Devices di giugno

La potenza del mezzo è tale che, non solo non può essere ignorata, ma ha bisogno di un efficace governo: il rischio è che informazioni anonime veicolate dal web e per nulla accreditate, pesino di più e facciano quindi più danno, delle posizioni istituzionali e peer rewieved. In estrema sintesi è quanto sostiene, nell’intervista che segue, il presidente di Assogenerici, Enrique Hausermann.

Le aziende del farmaco equivalente credono nei nuovi media? Dal vostro osservatorio: pensate che oltre a crederci le aziende di settore li sappiano anche utilizzare al meglio?

Che ci si creda o meno, nel senso di investirvi risorse e anche speranze, i nuovi media sono una realtà con la quale inevitabilmente fare i conti. Le statistiche globali, come Internet World Stats, nel 2012 stimavano la penetrazione nel nostro paese ancora al 58%, lontano dal 90% della Svezia o anche dal 77% della Francia, ma indicano comunque un aumento costante. E in questa crescita complessiva si registra un aumento percentualmente superiore degli utenti che usano la rete per recuperare, scambiare e confrontare informazioni sulla salute, il farmaco, le cure. È una tendenza comune a tutti i paesi europei, già segnalata da tempo anche dall’Oms: lo studio eHealth Trends across Europe risale al 2007. Difficile dunque ignorare che internet costituisce oggi una delle modalità più importanti, se non la più importante, attraverso la quale i cittadini acquisiscono questo genere di informazioni e che sempre più spesso la documentazione raccolta in rete è un po’ il terzo interlocutore tra paziente e medico e tra paziente e farmacista. Quanto al saper sfruttare adeguatamente questi nuovi canali, è difficile dare giudizi molto netti: se sono giovani i media, ancora più fresca è l’esperienza delle nostre aziende associate. Tuttavia è evidente che ci sono già storie di successo, esempi che testimoniano di un’eccellente padronanza del mezzo: penso a quanto realizzato da Teva e Mylan, per citare i due esempi maggiori.

Pensate che la comunicazione diretta ai cittadini, sia utile per disseminare affidabilità e credibilità verso l’uso del generico?

La risposta ideale viene da una sorta di reverse engineering: dove si sono formate le resistenze ingiustificate o le credenze fuorvianti? Salvo rare eccezioni non nella comunicazione peer reviewed che, anzi, mi sembra senza eccezioni ancorata alle evidenze della ricerca e alla conoscenza delle normative che reggono il percorso regolatorio dei medicinali equivalenti. È nella comunicazione al pubblico che, invece, sono state inoculate, se mi si passa il termine, mistificazioni di vario genere che, a volte, hanno avuto un feedback anche nella parte meno informata degli stessi professionisti della salute. Non si può dimenticare che in un paese a scarsa cultura scientifica può pesare molto di più il post di un cittadino che lamenta la scarsa efficacia del generico di un antibiotico iniettivo, magari appellandosi a eccipienti inesistenti, che non la presa di posizione ufficiale dell’Aifa. Questione di linguaggio, di accessibilità del messaggio e altri fattori ancora. In questa situazione è evidente che è indispensabile uno sforzo su questo terreno, cercando il punto di equilibrio, non facile, tra la correttezza dell’informazione e la comprensibilità, direi l’appeal del messaggio. I nuovi media che innegabilmente riducono ai minimi termini la distanza tra il cittadino e l’istituzione, si tratti di un ente pubblico o di un’azienda, possono rendere il compito più semplice. Questo, però, non significa occultarsi dietro la maschera dell’uomo della strada cioè, come mi pare si dica, fare il troll nei blog e nei forum: significa mantenere la propria identità ma cercare un contatto più diretto e un rapporto meno asimmetrico.

Ci sono specifici progetti digitali che Assogenerici ha sviluppato? Di cosa si tratta, a chi sono rivolti e quali sono i loro tratti distintivi?

La prima delle nostre attività on-line è stata il sito istituzionale, che oggi si conferma come uno strumento associativo importante e che, ovviamente, intendiamo sviluppare e rendere sempre più utile agli associati.A questo (assogenerici.it) abbiamo affiancato un sito concentratore di notizie (generico.assogenerici.org), che ha chiuso lo scorso anno con una media di oltre 15.000 utenti unici al mese. Molto più recentemente, nel febbraio 2012, abbiamo aperto una pagina Facebook – FarmacoGenericoEquivalente – che per quanto recente ha già 2431 “mi piace” e una portata virale giornaliera di poco meno di 7000 letture di messaggi ripubblicati da altri utenti. Infine c’è l’account Twitter, collegato dal 17 settembre. Con questi due strumenti intendiamo rivolgerci da una parte alla più grande comunità web presente in Italia – la stessa statistica citata prima parla di oltre 23 milioni di utenti – e quindi di raggiungere nel modo più diretto il cittadino, con Twitter vogliamo invece mettere a disposizione dell’opinion leader, del decisore politico- sanitario e del mondo dell’informazione un canale più diretto e immediato rispetto alla comunicazione tradizionale fatta di comunicati stampa e iniziative in presenza. Un canale che non solo è più diretto ma è bidirezionale e immediato. È chiaro che poi i due target possono sovrapporsi in modo da non creare schematizzazioni troppo rigide: è uno dei tratti caratteristici dei nuovi media e anche uno degli aspetti che li rendono così interessanti.