M&A: l’importanza della comunicazione, prima e dopo il deal

Come la comunicazione (interna ed esterna) può sostenere – e talvolta determinare – fusioni e acquisizioni di successo

Tanti milioni investiti in un deal di M&A, magari per accaparrarsi una pipeline  promettente, possono andare in fumo per una parola sbagliata, o peggio per un silenzio inconsapevole. Lo ha rilevato un recente studio, parte di un progetto di MBA, che è stato pubblicato dal network d’informazione PM live : la survey  anonima ha dimostrato come la comunicazione – interna ed esterna – possa sostenere i processi di acquisizione o di fusione e talvolta rivelarsi determinante nel raggiungimento di risultati efficaci.

La mancanza di comunicazione o una comunicazione insufficiente a vari livelli, al contrario, è fra le principali ragioni di fallimento emerse dal sondaggio. Quelle che nascono come azioni di consolidamento, infatti, non sempre rendono alle aziende i vantaggi sperati, anzi fanno registrare alti tassi di fallimento. Dunque, benché in fase di crescita sul piano quantitativo (ma di valore più esiguo rispetto al passato), se mal gestite le operazioni di M&A  (M&A, Mergers and Acquisitions) si rivelano soffocanti per l’innovazione, la produttività e il fronte R&S.

Le fusioni e le acquisizioni rappresentano un aspetto fondamentale della corporate strategy  e della corporate finance, in quanto interpretate dalle aziende quale mezzo di crescita e di vantaggio competitivo. In situazioni di difficoltà finanziaria, questi deal rappresentano spesso il tentativo di stringere sinergie volte a ottenere beni, nuovi ricavi complementari, l’accesso a nuovi mercati, l’inserimento in nuovi progetti di Ricerca&Sviluppo, l’acquisizione di competenze scientifiche in differenti aree terapeutiche. Secondo i dati Evaluate Pharma, dal 2011 oltre 200 fusioni hanno caratterizzato il settore biofarmaceutico – soprattutto a causa delle importanti scadenze brevettuali – e molte di esse hanno riguardato i più grandi colossi, da AstraZeneca a GlaxoSmithKline, da Sanofi a Roche, da Merck a Pfizer, solo per citarne alcuni.

Ebbene, emerge ora che una buona comunicazione interna durante i processi di M&A  può ridurre l’incertezza e supportare i dipendenti nel periodo di cambiamento. Inoltre, ad accordo avvenuto, un’efficace comunicazione, sia interna che esterna, risulta fondamentale: troppo spesso le aziende trascurano queste evidenze, e si concentrano sull’operazione in sé, tralasciando non solo la comunicazione, ma anche la pianificazione post-acquisizione e i dettagli relativi alla definizione della nuova entità aziendale e all’integrazione fra la nuova realtà (cultura, geografia, policy, ecc.) e la società madre.